ULTIMA PUBBLICAZIONE !!!!!!!!!!
ORDINALO SCRIVENDO A Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
128 PAGG. 10 EURO
TESORI NASCOSTI
L'interpretazione giudeo-cristiana delle Scritture nel primo secolo
Joseph Shulam
Premessa dell'autore
La Bibbia è una collezione di letteratura antica. Fu scritta in un periodo di tempo di mille anni da autori diversi e in diverse circostanze. Naturalmente, se un così antico documento cade nelle mani di un qualsiasi lettore moderno, questi troverebbe difficile decifrarlo, leggerlo o capirlo. La scienza dell'ermeneutica si è sviluppata sia nella Cristianità che nell'Ebraismo proprio per comprendere la Bibbia. Il Nuovo Testamento fu scritto quasi esclusivamente da Giudei in un contesto Storico Giudaico, e riflette le idee e i concetti dei Giudei del Primo Secolo dopo Yeshua. Questo libro, sebbene sia un piccolo volume, è una collezione di articoli che, spero, vi aiuteranno a fare un passo di approfondimento nell' interpretazione della Bibbia e vi daranno gli strumenti per comprendere meglio la Parola di Dio, così come la intesero gli stessi scrittori. In un certo senso, questi sette capitoli sono una sintesi degli insegnamenti e dei seminari tenuti in ambienti laici negli ultimi anni. Il Rabbino Paolo stabilisce in II Timoteo 2:15 che dobbiamo tagliare rettamente la parola della verità. Cosa significa? Se traduco la dichiarazione di Paolo “tagliare rettamente la Parola della Verità” in parole povere, significa leggere la parola di Dio senza farne un’insalata con elementi estranei ad essa. Significa che dovremmo discernere la differenza tra la poesia e la narrativa nella Bibbia. Significa che dovremmo mettere il più possibile le cose nella loro prospettiva storica, e non produrre dottrine che dividono il corpo dei credenti basati su opinioni prive di fondamento. Significa che dovremmo discernere tra cose che sono eterne e cose che sono ad-hoc, solo per una specifica occasione. L’apostolo Paolo afferma nel Nuovo Testamento: “Qual è dunque il vantaggio del Giudeo? O qual è l’utilità della circoncisione? Grande per ogni maniera; prima di tutto, perchè a loro furono affidati gli oracoli di Dio” (Romani 3:1-2). Credo che apprezzare il modo in cui i Giudei si sono rapportati alla Bibbia e l’hanno interpretata, tenendo conto del contesto storico e culturale in cui è stata scritta, aumenterà la vostra consapevolezza dei metodi che furono usati dagli autori delle Scritture. Molti di noi hanno letteralmente messo dei picchetti nelle proprie vite riguardo ciò che è scritturale. Specialmente in Israele, siamo stati emarginati, rigettati, perseguitati e calunniati. E rimane un’incombenza per noi capire veramente i precetti contenuti nelle Scritture e negli eventi che ci coinvolgono, dare una risposta della speranza che è in noi. Il rabbino Paolo studiava sotto il grande maestro Gamliel che era il nipote di Hillel. I primi principi di ermeneutica Giudaica (interpretazione Biblica) contenuti in questo libro, furono codificati da Rabbi Hillel. Le regole di interpretazione usate dagli scrittori del Nuovo Testamento sono le stesse regole usate da tutti gli interpreti Giudei della Torah e dei Profeti. Per questa precipua ragione, dovremmo fare uno sforzo speciale per capire queste regole e usarle, per meglio comprendere la Parola di Dio. L’attitudine dei Rabbini di fronte alla Torah (Legge di Mosè) e ai comandamenti è sempre messa in discussione sia da parte dei Giudei che da parte dei Cristiani. Come parte di questa premessa, mi piacerebbe presentarvi un interessante Midrash, che vi accompagnerà nel mondo dei Rabbini, mostrandovi lo spirito della Torah e l'unico modo sicuro di trattare le Scritture. Il Signore si stava chiedendo come sapere quale dei Suoi servi lo servisse per paura e quale di essi per amore. Ideò quindi un metodo per scoprirlo. Costruì una stanza quattro per quattro, di quattro metri quadri, con una sola piccola apertura di quattro per quattro spanne. E il Signore mise tutti i Suoi servi nella stanza. I servi che lo servivano per paura, si fermarono in questa stanza “4x4” e dissero: “Se il Signore ci avesse voluto far evadere da questa stanza non l’avrebbe costruita e non ci avrebbe messo dentro”. I servi che Lo amavano dissero: “Vogliamo scappare da questa stanza e unirci al Signore fuori, in grandi spazi aperti”. Comunque, l'apertura era troppo piccola ed essi dovettero infliggersi sofferenze e perdere molto peso per riuscire a passare attraverso quel buco, nella porta, e unirsi al Signore nei grandi spazi aperti. Essi amavano il Signore così tanto che non potevano stare chiusi in una stanza 4x4, pur sapendo che il Signore stesso l’aveva costruita e ve li aveva messi dentro. Volevano "fuggire" con forza e violenza da quella stanza 4x4, per unirsi al Signore che stava seduto sul Suo trono nell'immenso spazio aperto. Questo Midrash è molto interessante, per molti versi. La prima verità importante su questo Midrash è che esso è basato sul testo di Michea 2:12-13. "Io ti radunerò, o Giacobbe, ti radunerò tutto quanto! Certo io raccoglierò il resto d'Israele;io li farò venire assieme come pecore in un ovile; come un gregge in mezzo al pascolo; il luogo sarà pieno di gente. Chi farà la breccia salirà davanti a loro; essi faranno la breccia, passeranno per la porta e per essa usciranno; il loro re marcerà davanti a loro e il Signore sarà alla loro testa". L’uso della parola "colui che si fa breccia", "poretz" in Ebraico, che significa anche "uomo violento", ci porta alle parole di Yeshua nel Vangelo di Matteo 11:12, “Dai giorni di Giovanni il battista fino a ora, il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono". Il Profeta Michea dice che Dio metterà Israele in un "ovile". Poi, chi "farà la breccia" andrà "fuori", e "il loro Re camminerà davanti a loro e il Signore sarà alla loro testa". L’intera storia del Midrash la ritroviamo nelle parole del Profeta Michea. Yeshua fa sua questa storia, descrivendo l’entrata nel regno di Dio come un atto forte, violento, di rottura, di entrata nel regno del Re, fuori dall’ovile. Qui dunque abbiamo un uso Rabbinico del testo di Michea, in forma di “parabola”, che spiega le parole del Profeta in relazione al Re, il Signore che cammina fuori dalle grandi moltitudini. Questo testo tratto dal Midrash Tana Debi Eliyahu è una buona dimostrazione di due temi principali:
1) Dio non è un legalista. Quelli che lo amano sono coloro che vogliono stare con Lui all’aria aperta, molto di più di quelli che vogliono stare sotto la protezione legale dei confini dei comandamenti della Torah.
2) È di maggiore importanza amare Dio piuttosto che essere nel recinto dell’halacha (sistema di leggi) della Torah.
Lo studio su “come capire ed interpretare le Scritture" è una sfida per ogni serio studente delle Scritture. Questo libro è scritto per aiutare il lettore a capire e a tuffarsi nella parola di Yeshua e nei metodi di comprensione degli Oracoli di Dio del Primo Secolo. Possa il Signore rafforzare la vostra fede, comprensione, sapienza, ed il vostro coraggio, quando vi sforzate di conoscere il Signore in modo più profondo per servirLo in spirito e verità.
Joseph Baruch Shulam è nato in Bulgaria e nel 1948, quando aveva solo due anni, è immigrato con la famiglia in Israele. Ha frequentato l'Università Biblica e gli studi di Chimica presso la David Lipscomb University in Nashville (Stati Uniti). A Gerusalemme presso l'Università Ebraica si è laureato in Archeologia Biblica e Bibbia, ed ha frequentato la Yeshiva Rabbinica. Ha fondato il Netivyah Bible Instruction Ministry, una delle più antiche organizzazioni messianiche non-profit in
Israele. Guida la Roeh Israel Messianic Jewish Congregation a Gerusalemme. Oltre ad aver tenuto corsi e seminari in Germania, Finlandia, Corea, Giappone, Svezia, Egitto, Russia e in molti altri paesi, ha scritto importanti libri tra cui ricordiamo:Commentary on the Jewish Roots of the Book of Romans, Commentary on the Jewish Roots of the Book of Acts, Commentary on the Jewish Roots of the Book of Galatians.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Agosto 2011 19:34)


