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Quale evangelismo verso Israele?
Apprendiamo dal sito Lousanne Consultation che nel prossimo appuntamento di Cape Town vi sarà una sezione chiamata “ on Jewish evangelism”.
Sullo stesso sito apprendiamo che nella città di Krakow in novembre si terrà una conferenza sull'evangelizzazione del popolo Ebraico.
Altresì che Alleanza Evangelica ha sottoscritto documenti, detti evangelistici, che nella forma e nella sostanza riteniamo non appropriati.
Come Alleanza Messianica Italiana, la nostra missione in Italia è quella di favorire la comunione tra giudei e gentili credenti in Gesù, sostenere l'Israele biblico e sensibilizzare la chiesa circa le sue responsabilità passate e future, nonché insegnare la parola profetica. E' proprio in tale comunione, come è scritto “dei due popoli ne è fatto uno solo”, che troviamo la perfetta benedizione del Signore: guarigione dalle antiche ferite e compimento profetico della Sua Parola. Questo il compito che il Signore ci dà come parte del movimento messianico internazionale in questi ultimi tempi.
Troviamo le iniziative riportate ad inizio lettera di difficile interpretazione e alquanto problematiche: spieghiamo perchè, ad intelligenza di quanti ritengano fondamentale lo scambio ed il consiglio all'interno del corpo di Cristo.
Nella nazione, la Polonia, che ha visto l'assassinio violento di tre milioni e mezzo di figli di Giacobbe fra cui milioni di bambini, per mano di uomini che la domenica si recavano in “chiese” evangeliche e cattoliche, pensiamo ci sia spazio solo per il silenzio dei cristiani, e vi rendiamo noto che le persone di Israele considerano altamente insensibile parlare di evangelizzazione nei luoghi del loro lutto.
Ma proprio lì, viene proditoriamente proposto il tema della conversione.
Parola elettrica, si! Ma per orecchie ustionate.
Poca sensibilità per il luogo e il tema. Potrebbe facilmente trasformarsi in atto violento contro i sopravvissuti e i loro discendenti ( fra cui alcuni nostri amici e fratelli ebrei).
Quale l'antidoto già pronto? Qualcuno saprà infondere nei partecipanti a questo meeting mondiale l'assolutamente necessaria sapienza? Il dovuto timore di Dio?
In un momento in cui la Nazione d'Israele è accerchiata dai suoi nemici, provvisti dell'arma nucleare, in cui l'odio contro il popolo di Dio è seminato in grande quantità, facendo scorrere fiumi di sangue innocente; in un momento in cui persino la gente civile, politici e semplici cittadini, prendono parte a difesa dello Stato d'Israele, in un tempo in cui l'islam dà la stura a tutta la sua violenza, è per noi segno degli ultimi tempi vedere cristiani e leader religiosi evangelici ignorare il dolore di Israele e aggravarlo con preoccupazioni cosidette evangelistiche .
L'Evangelo sì! ..Ma ...quale evangelismo?
A questo riguardo nell'ambito di certe denominazioni, stanno fiorendo una serie di dichiarazioni “sull'evangelizzazione del popolo ebraico” di cui l'ultima, e non la più grave, è quella di Berlino ( sic! luogo più simbolico non poteva essere scelto) da parte della commissione Teologica dell'Alleanza Evangelica Mondiale.
Riservandoci in altra sede di approfondire questo tema, affermiamo che dette dichiarazioni sono contrarie alle scritture e biblicamente infondate.
Affermiamo che in tutte le scritture il mandato evangelistico, dal Sinai in poi, è sempre affidato ad Israele. Il Signore Gesù ha dato questo mandato prima ai suoi 12 discepoli e poi ai 70 per le nazioni: tutti membri del popolo d'Israele.Qualcuno può citare un solo caso biblico di un evangelista gentile?
Naturalmente l'Evangelo è portato anche dai gentili, ma a condizione che si identifichino con Israele senza sostituirlo. Invece, quando la Chiesa si assume l'esclusiva titolarità del Vangelo, e si rivolge ad Israele in uno stile missionario pervasivo ed esclusivo, privo di rapporto con la sua sofferenza, temiamo che non si tratti più di Evangelo, quanto piuttosto di uno sciovinismo religioso volto a sottolineare la propria identità cristiana e ad assimilare l'altro alla propria pratica religiosa.
L'apostolo Paolo, unico definito apostolo ai gentili, fino al termine dei suoi giorni era un rabbino ebreo; il mandato evangelistico è prima di tutto per le pecore perdute d'Israele. “ Per il giudeo prioritariamente, e poi per il greco”.
Tutto questo non sia frainteso: il gentile porti pure l'Evangelo, ma questo non può prescindere da un'assunzione di responsabilità che significa testimonianza di amore e sostegno al popolo d'Israele. E allo Stato di Israele che è lo strumento che il Signore ha provvisto per la restaurazione e protezione del Suo popolo in questi giorni.
Consideriamo come imperialismo costantiniano un evangelismo che si fondi sulla negazione dell'Israele di oggi, in quanto Popolo e Terra. Fa impressione vedere credenti che giurano lealtà cristiana a Stati e governi pagani per leggi e costumi, e negano riconoscimento all'unica nazione il cui nome è direttamente legato al Nome divino.
Citiamo un solo esempio di questo problema.
A pag. 154 del numero monografico su Israele di Studi di Teologia, facendo eco a un documento di Palmerston si nega la leggittimità dello Stato d'Israele e la promessa e leggittimità di vivere sulla terra. Questo negazionismo è diventato molto frequente in alcune frange denominazionali.
Nello stesso numero, nella dichiarazione successiva ( che Alleanza Evangelica ha sottoscritto), non vi è la minima menzione del diritto Divino e biblico di Israele di vivere oggi su quella terra.
L'insensibilità al dolore d'Israele, come il convocare conferenze nei luoghi e nei tempi del lutto d'Israele, costituisce motivo di scandalo e grave attacco alla comunione dei credenti evangelici, grazie a Dio molti dei quali intercedono per la salvezza del Popolo che Iddio si è scelto a gloria del Suo Nome. Ma intercedono versando lacrime per la sofferenza di questi giorni.
Altresì siamo sollecitati alla benedizione e alla salvezza dei figli di Ismaele, che sono già benedetti in Abramo e lo saranno ancor più quando, benedicendo Israele, entreranno nell'ordine del patto di Abramo e di Davide, secondo il piano Divino e non con la rivendicazione dei principi delle nazioni che li opprimono.
Ricordiamo altresì che grandi denominazioni storiche come metodisti, presbiteriani, riformati di varia estrazione e altri, stanno attivamente promuovendo il boicottaggio d'Israele allineandosi alla giustizia dei potenti di questo mondo e negando l'insegnamento dei loro stessi padri come Wesley e Spurgeon, sostenitori d'Israele che aspettavano come noi la giustizia che scende dal cielo. Si leggano su questo stesso sito l'articolo “Spurgeon e Israele” ( sezione l' Evangelo) e “Canti per Israele” di John Wesley (sezione Arti).
Davanti a questa ondata di antisemitismo cristiano, per cecità o ignoranza, noi credenti gentili e messianici della chiesa degli Atti degli apostoli alziamo le mani al cielo, e separiamo le nostre vesti da queste manifestazioni che riteniamo antibibliche e violente come in 2 mila anni di cristianesimo.
Vi invitiamo semplicemente a riconsiderare questo “evangelismo”.
Per quel che ci riguarda l'evangelo di cui ci gloriamo è la testimonianza del Messia Gesù che portiamo ogni anno nella città di Gerusalemme, gioendo con chi gioisce e piangendo con chi piange. Pregando il Signore di provocare in loro una santa gelosia.
La nostra speranza è che i delegati italiani che saranno alla conferenza di Cape Town, si facciano portatori di una dichiarazione di sostegno ufficiale verso il popolo d'Israele come segno di autenticità ineludibile e ineliminabile di un vero evangelismo. E questo per almeno due buone ragioni: vi è lacerazione all'interno del corpo di Cristo sul tema d'Israele, e la terra d'Italia e la Chiesa d'Italia saranno fortemente benedette nel sostenere e benedire Israele.
Auspichiamo inoltre che, qui in Italia, se vi è qualche “ tenerezza d'affetto “ e qualche comunione, ci si adoperi per iniziative di confronto e studio che divengano strumento di unificazione e non di divisione.
Shalom J.M.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 14 Ottobre 2010 14:38)


