Studi Biblici

Riflessioni su   Capire la profezia.

di Joseph Shulam

Articolo tratto dalla rivista “ Teaching from Zion”- vol.23 – Marzo 2008- Adar 5768

Le parole “se solo avessi saputo” risuonano in tutti noi. Quante volte abbiamo guardato indietro a situazioni o eventi della nostra vita e abbiamo pensato queste parole? Quante volte ci sarebbe piaciuto tornare indietro e fare qualcosa daccapo?

Qualcuno non ha un ottima vista, ma tutti abbiamo 20/20 gradi anche con un solo occhio, con il senno di poi. Guardiamo indietro dall'alto della nostra esperienza o comprensione e ci tocchiamo la fronte dicendo: “ Se solo l'avessi saputo”!

Per poter meglio comprendere questo importante genere biblico, quest'articolo esaminerà molti aspetti chiave della profezia, come il fatto che molti profeti parlarono essenzialmente per il loro tempo o l'identità profetica, il ciclo profetico, la differenza tra la profezia condizionata e incondizionata e come possiamo sapere se una profezia si è già adempiuta.

Cominciamo con il verso chiave di Amos 3:7 che è il fondamento per comprendere la prospettiva profetica. Esso dice: “ Il Signore Iddio non fa nulla senza rivelare i Suoi segreti ai suoi servi, i profeti”.

Questo significa che ogni cosa che Dio fa, è stata rivelato ai suoi servi, i profeti.

E' buono sapere che Dio ha rivelato i Suoi piani e la mappa della storia ai profeti. Se li studiamo possiamo sapere dove siamo nella mappa e come trattare gli eventi correnti e futuri come la fine del mondo o la resurrezione dalla morte.

In diretta opposizione a quello che Amos disse, il punto di vista scientifico non considera valida la profezia; lo scienziato che legge il testo profetico dirà che in realtà la profezia fu scritta dopo che l'evento accadde. Essenzialmente, le basi della moderna critica biblica stanno nella mancanza di fede in un Dio Creatore attivamente interessato alle vicende dell'uomo. Questo è il motivo per cui la critica scientifica parla di Isaia ( la seconda parte del libro) dicendo che fu scritto dal tempo dell'Esilio a quello della restaurazione del primo Tempio. La mente scientifica non può sopportare l'idea che qualcuno sappia cosa accadrà nel futuro o che esiste “qualcuno” che pianifica e ha il controllo della storia.

Non c'è prova più grande della validità della profezia biblica dell'esistenza del popolo ebraico e della restaurazione di Israele dopo 2000 anni di esilio.

La profezia è sia per chi l' ascoltò per primo, che per noi oggi. Se una persona sa che domani ci sarà una tempesta compa un ombrello oggi. Lo scopo dei profeti di Israele non era predire il futuro. Molti credenti oggi guardano ai profeti come a dei predittori o divinatori il cui lavoro era predire il futuro. La verità è che il più importante compito dei profeti era influenzare il popolo e le circostanze dei suoi giorni. Lo scopo del profeta era persuadere, riparare, avvertire ed incoraggiare il popolo nel presente. Il messaggio del profeta doveva avvicinare e legare ad un punto della storia cui era consegnato.

Per capire chi erano i profeti dobbiamo ricordare che esistevano due diversi tipi di profeti. Il primo era il profeta popolare. Le persone andavano da lui a porgli questioni ed egli prendeva doni o soldi per il suo servizio. Questo profeta non lavorava senza ricompensa, come possiamo imparare dai racconti su Samuele. Le persone ricompensavano l'uomo di Dio per il suo servizio. A volte i profeti “popolari” usavano strumenti per provocare estasi o passioni. I profeti “popolari” non scrivevano le loro profezie ma, piuttosto, proferivano profezie a quelli che le chiedevano. Nei tempi antichi questi profeti “popolari” erano chiamati “seers”. Ogni re aveva dei seers alla sua corte che potevano profetizzare e avvisarli.

Achab aveva 450 profeti di Baal che mangiavano alla sua tavola. Aveva altri profeti alla loro corte che erano profeti di Dio, come Micaiah, il figlio di Imlah, che profetò la morte di Acab in I Re 22.

C'erano anche “scuole di profeti”, ma tutti questi profeti erano considerati seers e servivano il popolo. Se il popolo desiderava sapera dove si fosse perso un asino, poteva chiedere al profeta, proprio come Saul fece in I Samuele 9. I profeti popolari servivano il popolo ed erano in parte politici, in parte mercanti, ma servivano il popolo e spesso ascoltavano Dio e davano vere profezie.

Eliseo era al limite tra il “seers” o “profeta popolare” e il classico profeta.

La profezia classica è fondamentalmente diversa dalla profezia degli uomini di Dio come Samuele. I profeti classici non volevano essere profeti e a volte si rifiutavano di esserlo. Amos disse: “ Non sono né profeta né figlio di profeta” ( Amos 7:14)

I profeti classici portavano la parola di Dio alla gente che non voleva ascoltarla. Le persone li ritenevano pazzi o cattivi per il loro parlare contro re, governanti e contro i peccati del popolo. Questi profeti scrivevano le loro parole e per questo abbiamo il libro di Isaia, Amos, Joele, Micaia ed altri.

Spesso i profeti erano semplicemente rifiutati dal popolo e dai re di Israele e Giuda, ma altre volte venivano imprigionati, scansati per anni, picchiati o gettati nei pozzi. Isaia passò tre anni della sua vita durante i quali nessun altro, eccetto moglie e figli, gli parlarono.

Secondo il grande filosofo ebreo medievale Maimonide, “ La profezia è il più alto stato a cui l'essere umano può arrivare. Richiede sapienza perfetta e tanta moralità quanta immaginazione. Quando i sensi sono a riposo, l'immaginazione fa sorgere veri sogni, comprese visioni profetiche... La differenza dei gradi della profezia è dovuta a differenti gradi di ragione, immaginazione e condotta etica dei vari profeti. ” ( Maimonides. Letter to Rabbi Chasdai of Spain)

In altre parole, Maimonide pensava che gli uomini potevano divenire profeti sviluppando la loro morale, la loro etica e qualità immaginativa, e vivendo una vita quieta e contemplativa.L'uomo rende sé stesso capace di ricevere da Dio, e allora Dio rivela sé stesso all'uomo.

Ecco alcune caratteristiche dei profeti classici.

Innanzitutto lo Spirito di Dio doveva riposare su di loro, cosi che essi potevano essere chiamati da Dio a profetizzare. Secondariamente, la rivelazione di Dio e la verità dovevano essere per il profeta più importanti della sua popolarità tra gli uomini, come è detto in Isaia 8:11-13, “Così infatti mi ha parlato il Signore, quando la Sua mano mi ha afferrato, ed Egli m'ha avvertito di non camminare per la via di questo popolo, e mi ha detto: “Non chiamate congiura tutto ciò che questo popolo chiama congiura; non temete ciò che esso teme, e non vi spaventate. Santificate il Signore degli eserciti! Sia lui quello per cui provate timore e paura!”.

Il profeta classico doveva avere una consapevolezza sociale molto acuta, prendersi cura dei poveri, delle vedove e degli orfani; dava una priorità alla moralità sulla politica e sulla classe religiosa. Il professor Y. Kauffmann chiamò questo fenomeno “ Il primato della moralità”. Quest' idea significa che Dio si prende molta più cura delle relazioni che delle pratiche religiose e dei servizi del Tempio. Questo era vero sia per i profeti di Israele che per Yeshua stesso, che chiaramente riteneva la moralità una questione della più alta importanza. Il profeta Michea, mise la giustizia al più alto livello etico, dicendo, “ Egli ti ha detto cos'è buono, oh uomo! E cosa ti chiede il Signore se non fare la giustizia e amare e camminare umilmente con il tuo Dio?”

Similmente Osea 4:1-3 dichiara, “ Il Signore ha una contestazione con gli abitanti del paese, poiché non c'è verità, né misericordia, né conoscenza di Dio nel paese: si spergiura, si mente, si uccide, si ruba, si commette adulterio; si rompe ogni limite e si aggiunge sangue a sangue. Per questo il paese sarà in lutto, tutti quelli che lo abitano languiranno ...”

In aggiunta a questi due tipi di profeti ci sono anche due tipi di profezia.

Una avvisa di una catastrofe, e l'altra promette prosperità, benedizione, restaurazione e fedeltà. Le profezie di speranza e benedizione di Dio sono in realtà date incondizionatamente come espressione della Sua grazia e del Suo tenero amore. Le profezie di sventura sono sempre condizionate, proprio come lo era la profezia di Giona su Ninive, infatti se Ninive si fosse ravveduta, la città non sarebbe caduta. Tutte le profezie di sventura e distruzione sono innanzitutto e principalmente date affinchè il popolo realizzi il suo peccato e si penta. Se c'è pentimento non è necessaria la punizione. Se dico: “ Non andare in quel luogo perchè un serpente ti morderà” e non ci vai, il serpente non ti morderà. Questo è un concetto molto importante perchè una vasta parte del mondo cristiano vive dipendendo dagli eventi terribili del libro di Apocalisse e aspetta che Gerusalemme vada in fiamme, che due terzi della popolazione della città venga ammazzata e che l'Anticristo si sieda nel Tempio ricostruito.

Ma queste cose non accadranno se ci sarà pentimento e se sarà accettata la grazia di Dio. Questa è la ragione per cui noi tutti dobbiamo concentrarci su quella che è la volontà di Dio, essendo obbedienti e fedeli, e raggiungendo Israele e il mondo con la Buona Notizia.

Sia la profezia al condizionale che quella incondizionata hanno un ciclo di vita che va dal momento in cui il profeta parla fino al suo adempimento. Se le parole del profeta sono veramente da Dio, tutto quello che è promesso accadrà, e quando ogni cosa sarà adempiuta, il ciclo vitale della profezia si concluderà. Un profeta le cui parole non giungono a compimento è un falso profeta. Qualcuno può dirti: “ Ho sentito da Dio questo e quello....”, ma non c'è posto per errori. O questi è un vero profeta o è un falso profeta.

Il ciclo vitale della profezia si estende dal momento in cui il profeta dice: Questo è quello che accadrà se continuate a fare o a non fare questo e questo”, fino al momento in cui la profezia si compie.

La bibbia contiene profezie di breve ciclo o di lungo corso; alcune durano migliaia di anni, e noi stiamo ancora vivendo nel mezzo di esse oggi. Il ciclo profetico circa il ritorno di Israele in Sion va dall'ottavo secolo prima di Cristo, dai tempi di Isaia e Geremia, ed anche prima, e si sta ancora adempiendo in questo momento. Questi profeti non hanno mai dato uno specifico arco temporale, ma diedero dei segni che possiamo seguire e osservare oggi.

Yeshua disse “ Quando vedete l'albero di fico fiorire sapete che la fine è vicina”. Questo è un tipo di profezia che non indica una durata ma ci dà solo un segno. Alcune profezie possono compiersi nell'arco di alcune ore, ma altre possono prendere molti anni. Io amo sempre le profezie a breve termine perchè posso vedere immediatamente i risultati. Una delle profezie più brevi la troviamo in II Re 7; si adempì nell'arco di 24 ore, ed ognuno che ascoltò il profeta proclamare la parola di Dio ne vide l'adempimento.

Lo scenario di questa storia ha luogo nell'assedio della Samaria da parte dei siriani, assedio che durò sei mesi. La città di Samaria era totalmente isolata su una collina e tutt'intorno la città si estendevano solo campi. Era un punto strategico e bello sulla strada tra Gerusalemme e la Galilea. Pensate quanto terribile poteva essere stato un assedio lungo sei mesi, senza frigo o congelatore, e agricoltura. Anche oggi, con i nostri frigoriferi e camion, se fossimo sotto assedio per sei mesi senza alcuna coltivazione, saremmo nei guai. Guardando indietro a quei giorni, la situazione era anche peggiore. Le persone morivano di fame e la situazione peggiorò a tal punto che due madri che avevano appena partorito decisero di cucinare e mangiare i loro figli. Quando il re sentì di questo terribile crimine, si strappò i vestiti, si vestì di sacco e cenere, e fece cordoglio.

In II Re 7 si vede che la situazione cominciava a migliorare e nei versi 1 e 2 dice: “Allora Eliseo disse: «Ascoltate la parola del Signore! Così dice il Signore: Domani, a quest'ora, alla porta di Samaria, la misura di fior di farina si avrà per un siclo, e le due misure d'orzo si avranno per un siclo». Ma il capitano sul cui braccio il re si appoggiava, rispose all'uomo di Dio: «Ecco, anche se il Signore facesse delle finestre in cielo, potrebbe mai avvenire una cosa simile?» Eliseo rispose: «Ebbene, lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai»”.

Questa situazione era alquanto terribile. La testa di un asino costava 80 sicli al mercato, secondo il capitolo 6, e al mercato non c'era nient'altro che testa d'asino, da mangiare. Allora improvvisamente Eliseo disse: “ Non temete, domani ci sarà abbondanza di cibo e a poco prezzo”. E nella totale incredulità un generale rise e gli dise: “ Pensi che Dio stia aprendo le finestre del cielo?” Eliseo gli rispose: “ Vedrai questo accadere me non ne godrai e non ne mangerai”. Poi al verso 3 la scena cambia e si vedono quattro lebbrosi seduti alla porta di Samaria. Essi capirono che tra la fame e l'assedio sarebbero morti di certo così, non avendo niente da perdere, decisero di camminare verso il campo dei Siriani. Quando essi raggiunsero il campo tutti i Siriani erano già fuggiti perchè Dio aveva miracolosamente provocato gran confusione tra di loro inducendoli a pensare che l'esercito Egizio stava arrivando ad attaccarli. Così per sopravvivere i siriani scapparono. Quando i lebbrosi arrivarono al campo e non trovarono nessuno, entrarono in una tenda e mangiarono e bevvero e presero soldi e vestiti. Riempirono le loro tasche e poi realizzarono: “ Stiamo facendo quel che è giusto, perchè oggi è un giorno di buone notizie. Domani ci scopriranno e saremo nei guai”. Così decisero di tornare in Samaria e di raccontare al resto della città affamata le buone notizie. Quel giorno l'intera città sapeva tutto. Essi aprirono le porte e ognuno corse fuori a prendere cibo e bottino nel campo dei Siriani. Quello stesso generale che derise la profezia di Eliseo fu schiacciato alla porta e morì. Nel giro di 24 ore egli vide la profezia realizzarsi, ma non godette dei benefici, proprio come Eliseo aveva detto.

Chiaramente, uno dei vantaggi della profezia a breve termine è che ognuno può vederla, ma se dura migliaia di anni, come la profezia del ritorno degli esuli in Israele, è duro vederla e accettarla. Nella vita reale in esilio, e anche nella vita attuale dello stato di Israele, soffriamo, ed è duro per noi attendere profezie che non arrivano mai. C'è un canto di un cantante popolare israeliano che dice: “Il Messia non viene e non chiama mai”. A causa di questa difficoltà, è bene qualche volta esaminare le profezie a breve termine per imparare di più sui principi presenti negli adempimenti profetici.

Una difficoltà con la profezia di lungo termine è comprendere quando questa si è adempiuta già, infatti circa metà delle profezie della parola di Dio si sono già adempiute. Quando leggiamo queste profezie possiamo riferirci ad un chiaro evento storico accaduto e dire che questo evento era quello di cui parlavano i preofeti. Ci sono molte altre profezie comunque che non hanno un chiaro adempimento indicato nelle scritture.

Ci sono molti modi per determinare se una profezia si è gia adempiuta. Per primo, le scritture ispirate indicano che un particolare evento adempie una particolare profezia. Per esempio, in I Re 13:2, un uomo di Dio da Giuda profetizzò contro Geroboamo e il suo altare pagano a Bethel dicendo: “Altare, altare! così dice il Signore: "Ecco, nascerà alla casa di Davide un figlio, di nome Giosia, il quale sacrificherà su di te i sacerdoti degli alti luoghi che su di te bruciano incenso, e si arderanno su di te ossa umane". Poi, II Re 23:15-16 documenta l'adempimento di questa profezia: “Abbatté pure l'altare che stava a Bethel, e l'alto luogo, costruito da Geroboamo, figlio di Nebat, il quale aveva fatto peccare Israele. Bruciò l'alto luogo e lo ridusse in polvere, e bruciò l'idolo d'Astarte. Poi Giosia, voltatosi, vide le tombe che stavano là sul monte; mandò a prelevare le ossa di quelle tombe, e le bruciò sull'altare, profanandolo, secondo la parola del Signore pronunciata dall'uomo di Dio, che aveva annunciato queste cose.”

Matteo 21 narra dell'entrata trionfale di Yeshua in Gerusalemme su un asino ed esplicitamente dice che queste cose avvennero per adempiere la profezia di Zaccaria 9:9 che dice, “Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile, in groppa a un asino, sopra un puledro, il piccolo dell'asina”.

In secondo luogo possiamo sapere che una profezia si è adempiuta dopo che un evento storico ha avuto luogo e tutte le indicazioni mostrano che questo è quello che il profeta predisse.

Possiamo approcciare questo problema dal nostro punto di vista, come è presentato dalla storia.

Sarebbe stato più semplice se la Parola di Dio avesse catalogato le profezie facendo una lista di quelle che sono state già adempiute e quelle che lo saranno in futuro. Sarebbe stato ancora più semplice se i profeti avessero scritto le date invece di usare simboli, ma non è così. Il Signore lasciò a noi lo studio della storia per comprendere queste profezie.

Dobbiamo comprendere che le predizioni dei profeti erano solo una piccola parte di quello che Israele sperimentò giorno per giorno trattando con Dio.

In sostanza, Dio tratta con Israele chiedendo fede e non calcoli. Il grande maestro Maimonide, che era anche il medico del Califfo islamico a Cordoba, in Spagna, condannò quelli che sprecavano il loro tempo calcolando la fine dei tempi e la venuta del Messiah. Questa è la ragione per cui il ritardo dell'adempimento di certe pormesse ( come il ritardo della venuta del Messiah), non produsse una profonda crisi: Israele sapeva abbastanza bene che Dio era il Padrone e che i profeti erano i servi delle sue parole.

Naturalmente, aspettare che una profezia di lunga durata giungesse al suo adempimento, non era sempre facile per il popolo che viveva ai tempi del profeti. Talvolta, anche i profeti stessi si stancavano di aspettare, come Geremia 15:16-18 che dice: “Appena ho trovato le tue parole, io le ho divorate;
le tue parole sono state la mia gioia, la delizia del mio cuore,
perché il tuo nome è invocato su di me, Signore, Dio degli eserciti.
Io non mi sono seduto assieme a quelli che ridono, e non mi sono rallegrato;
ma per causa della tua mano mi sono seduto solitario, perché tu mi riempivi di sdegno. Perché il mio dolore è perenne, e la mia piaga, incurabile, rifiuta di guarire? Vuoi tu essere per me come una sorgente illusoria, come un'acqua che non dura?”

Anche il popolo di Israele era stanco di aspettare, come Ezechiele 12:22 che racconta un proverbio popolare che circolava tra i giudei di quel tempo: “ I giorni si prolungano e ogni visione è venuta meno”. I profeti volevano vedere un immediato risultato e un chiaro adempimento delle loro parole, ma non sempre questo accadeva.L'oggetto delle loro profezie non era una loro personale vendetta, ma lo stabilimento della conoscenza di Dio, “...che essi sappiano che Io sono il Signore...”

La dimostrazione di atti salvifici nella storia non è un fine in sé stesso ma offre significati circa la fine guidando alla conoscenza e alla lode di Dio.

In conclusione, i profeti parlavano col potere di Dio essenzialmente per il popolo che li ascoltava a quel tempo. Essi pativano sofferenze da parte dei loro concittadini per amore della verità e finchè non li vedevano salvati.

Le profezie preservate nella Bibbia hanno valore anche dopo il loro adempimento perchè attraverso esse possiamo imparare come Dio lavora proprio nella nostra storia. In qualche caso si può staccare la profezia dal suo contesto storico e dare una personale interpretazione che può essere utile a rafforzare la nostra fede o darci speranza, ma questo metodo non dovrebbe essere usato troppo o come uno strumento di settarismo. Abbiamo grandi aspettative per il futuro, e guardiamo avanti a questi giorni in cui la nostra fede in Yeshua sarà universalmente conosciuta. Prestiamo attenzione alla chiamata profetica, al pentimento, e aspettiamo fiduciosi l'approssimarsi del ritorno di Yeshua nelle nuvole.

( Traduzione a cura di V.T.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Gennaio 2011 17:17)