Martire per il Vangelo.
“Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato” ( Giovanni 15:21)
La striscia di Gaza, controllata da Hammas, è attualmente il luogo più pericoloso nel mondo per chi vuole condividere il Vangelo e dove i Cristiani credenti vengono maggiormente perseguitati per la loro fede.
Rami Ayyad, 29 anni, padre di due figli con la moglie incinta, è diventato il primo martire per il Vangelo in Gaza. La sua morte sottolinea il crescente pericolo che stanno correndo i credenti che vivono nella Striscia di Gaza, in modo particolare quelli che in modo molto coraggioso condividono l’amore in Gesù con i vicini di casa Musulmani. Il corpo di Ayyad è stato trovato dopo 12 ore che era stato rapito, con due ferite di arma da fuoco, ferita da coltello ed un colpo alla testa. Quando Hamas ha preso il controllo di Gaza durante la guerra civile Palestinese in giugno, i suoi leaders annunciarono l’inizio di una nuova era del governo islamico. Equivaleva ad un ultimatum ai Cristiani che se non si fossero convertiti all’Islam avrebbero dovuto lasciare il territorio. Nella Striscia di Gaza vivono circa 3,000 Cristiani tra 1,5 milioni di Palestinesi Musulmani. I Cristiani Evangelici sono alcune centinaia e la maggior parte di loro sono cauti nel parlare con estraenei delle loro difficoltà e sforzi per conto del Signore, per la paura delle punizioni. Infatti, la maggior parte delle persone che si sono convertite dall’Islam alla fede in Gesù continuano a chiamarsi “Musulmano” e vengono chiamati “ Credenti con Background Mussulmano”, dai loro fratelli cristiani. In un’intervista con Israel Today, il Pastore Hanna Massad della Chiesa Battista di Gaza, ha parlato delle ultime ore di Ayyad. Due giorni prima del suo rapimento e del brutale assassinio, venne seguito da un’auto di terroristi Islamici dall’unica libreria Cristiana di Gaza dove lavorava fino a casa sua. Ayyad era già stato minacciato dai Mussulmani e questo sgradito accompagnatore è stato considerato poco più che un atto intimidatorio, però un sabato pomeriggio dopo aver chiuso la libreria della Bible Society, è stato rapito, trattenuto per diverse ore e poi è stato ucciso. Massad disse che Ayyad era uno dei membri più appassionati ed amati, ed era un uomo che senza paura condivideva il vangelo nonostante le minacce cercassero di farlo tacere. “Rami aveva una grande fede. Non scendeva a compromessi per la sua fede”, dice Massad. Anche di fronte a minacce di morte Ayyad “ amava il Signore ed era disponibile a pagare il prezzo per la sua fede”.
Massad dice che i pericoli che i credenti devono affrontare in Gaza sono in aumento. “ Non c’è nessun precedente simile“, dice il pastore, facendo notare che un numero crescente di cristiani locali “ hanno paura ed alcuni di loro pongono molte domande”. Tuttavia, la maggior parte continua a dedicarsi per essere una luce per le persone che le circondano. E’ paradossale perché i Palestinesi usano la parola islamica “ shaheed” ( martire) per descrivere i suicidi dei kamikaze. Massad dice che non ha dubbi che il Signore userà la morte di Ayyad in modo potente, mentre i credenti di Gaza stanno attendendo che il passo successivo diventi chiaro e continueranno a pregare uno per l’altro ed incoraggiarsi reciprocamente. I mass-media internazionali fanno da eco alla propaganda di Hammas e sostengono che le relazioni tra Cristiani e Mussulmani di Gaza sono generalmente buone. Sta diventando evidente che i Cristiani sono meramente tollerati e questo soltanto se dichiarano la loro sottomissione ai valori mussulmani. Coloro che osano condividere il Vangelo si rendono nemici del potere spirituale che attualmente ha in mano il potere a Gaza e mettono a repentaglio la loro vita per amore del Suo nome.
Di Ryan Jones and Nicole Jansezian
(tratto da Israel today – Novembre 2007 - P.O. Box 10010, Jerusalem,93503 Israel
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 27 Novembre 2009 10:57)


