Discorso del Primo Ministro Netanyahu alla Christians United For Israel. Summit di Gerusalemme.
8 marzo 2010
Benvenuti a Gerusalemme, l'indivisa, eterna capitale dello stato ebraico e del popolo ebraico.
La vostra presenza qui oggi rappresenta una profonda trasformazione nella relazione tra i cristiani e gli ebrei. Questa trasformazione affonda le sue radici nel diciannovesimo secolo, quando i primi cristiani sionisti giunsero nella Terra d'Israele, quando essi iniziarono ad esplorare la terra della Bibbia, a prodigarsi per il ristabilimento degli ebrei in questa terra, per il ristabilimento della nostra condizione e della nostra sovranità.
In realtà, il sionismo cristiano ha preceduto il sionismo ebraico moderno, e io credo che l'abbia rafforzato. Ma il sionismo cristiano fece un enorme balzo in avanti alcuni decenni fa, quando un gruppo di ecclesiastici americani iniziarono a dire alle proprie congregazioni e ad ognuno dei loro ascoltatori che era tempo di prendere posizione in favore di Israele; molto probabilmente tra loro figurava il Pastore John Hagee, un dinamico leader ecclesiastico del Texas. Era giunto il tempo di prendere posizione in favore della sola democrazia presente in Medio Oriente. Era tempo di prendere posizione contro le menzogne, la diffamazione e gli insulti. Era tempo di difendere il diritto dello stato ebraico all'autodifesa.
Oggi, migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, milioni, decine di milioni di cristiani - oggi essi hanno udito questa chiamata, e sono dalla parte di Israele. Io vi saluto, il popolo d'Israele vi saluta, il popolo ebraico vi saluta.
Più volte, nella buona e nella cattiva sorte, siete rimasti fermi spalla contro spalla con il nostro stato, ed io questa sera sono venuto a ringraziarvi per la vostra salda amicizia. Oggi questa amicizia è più importante che mai, perché Israele sta affrontando sfide alla propria sicurezza e legittimità che non hanno precedenti.
In merito alla sicurezza del futuro di tutti, nessuna sfida è più importante di impedire all'Iran di sviluppare armi nucleari. Ho detto in precedenza e dirò ancora che la più grande minaccia che sta affrontando il genere umano è lo spettro di un regime militante islamico che si impossessa di armi nucleari, o lo spettro di armi nucleari che si impossessano di un regime militante islamico. Il primo caso è pericolosamente vicino a realizzarsi in Iran, il secondo può realizzarsi o meno in Pakistan. Io credo che entrambi i casi possono essere evitati con le politiche giuste.
Se l'Iran svilupperà armi nucleari, il mondo non sarà mai più lo stesso. Assisteremmo ad una escalation di terrorismo nel mondo intero, dal momento che i terroristi opererebbero sotto la protezione di un Iran nucleare. Guardate quanta confusione, quanto terrore essi stanno già seminando adesso, quando ancora non c'è una tale protezione, e cercate di immaginare cosa potrebbe accadere se l'Iran, il loro protettore, fautore, fornitore e sostenitore, se proprio quell'Iran avesse armi nucleari. Allo stesso modo, le forniture di petrolio vitali per quella regione potrebbero essere severamente minacciate e gli sforzi di impedire la proliferazione di armi nucleari nel Medio Oriente collasserebbero, dato che un regime dopo l'altro si lancerebbe in una corsa forsennata per acquisire armi nucleari proprie. Nel peggiore dei casi, se le armi nucleari fossero date in mano a terroristi, o a stati terroristi, l'era di pace durata 65 anni dall'ultima guerra nucleare sarebbe estinta per la prima volta.
Vi prego di ricordare che per i tiranni che sono a Teheran, Israele è solo il piccolo Satana. Ai loro occhi, l'America è il grande Satana. L'America è il loro bersaglio finale. Oltretutto, per Israele la minaccia che viene dall'Iran non potrebbe essere più chiara. Le guide dell'Iran chiedono apertamente la distruzione di Israele. Essi negano sfacciatamente l'Olocausto e sperano, ripetendolo ogni giorno, che Israele sia cancellato dalla carta geografica del Medio Oriente.
Non dobbiamo permettere per alcun motivo che un tale regime minacci la pace del mondo, la pace e la sicurezza dell'umanità. Tutti i membri responsabili della comunità internazionale devono fare ogni cosa in loro potere per fermare l'Iran nello sviluppo di armi nucleari.
Mentre noi parliamo gli Stati Uniti stanno guidando un'azione a livello internazionale per imporre sanzioni all'Iran. Noi crediamo che queste sanzioni debbano essere mordenti. E per esserlo, devono penetrare a fondo nel settore energetico iraniano. Una volta imposte, esse dovrebbero impedire all'Iran di importare benzina e di esportare petrolio. Io credo che tali misure possono indurre il regime a scegliere se continuare il programma delle armi o mettere al sicuro il proprio futuro. Ma indubbiamente devono essere sanzioni dure, mordenti.
Come dicevo, noi stiamo affrontando grandi sfide alla nostra sicurezza, ma anche intimazioni senza precedenti alla nostra legittimità. Questo assalto alla nostra legittimità proviene da diverse direzioni - dai cosiddetti organismi dei diritti umani presenti nell'ONU, che negherebbero ad Israele il suo legittimo diritto all'autodifesa; proviene dalla accusa falsamente rivolta alle guide politiche e militari israeliane di aver commesso crimini di guerra immaginari; proviene infine da aziende oltraggiose che dichiarano di boicottare, disinvestire e sanzionare Israele. Voi tutti siete familiari con questo genere di cose.
Ma credo che ci sia un assalto alla nostra legittimità ben più grande. Credo che esso consista nel tentativo di perpetrare una delle più grandi menzogne della storia - negare il legame tra il popolo di Israele e la terra di Israele; relegare il popolo ebraico ad un gruppo di stranieri nella terra dei nostri padri. Badate di non fare errori a riguardo. Il tentativo di negare la nostra storia in questa terra è un tentativo di negare il nostro futuro in questa terra. Per questa ragione, difendere il nostro passato equivale a difendere il nostro futuro.
Chiedo a tutti voi di unirvi a noi in questa battaglia per difendere la verità. Ricordate loro di Abramo e Isacco, di Giosuè e Samuele, di Davide e Salomone. Ricordate al mondo che la terra della Bibbia non è nei cieli, ma è proprio qui sulla terra. E che le persone della Bibbia sono sulla terra della Bibbia.
Lasciate che vi racconti il modo in cui io ricordo ai funzionari stranieri il legame del popolo ebraico con la nostra storia e con questa terra. Sapete, quando vengono a visitarmi nel mio ufficio dico loro: "Prego, venite a vedere questo piccolo anello con sigillo che mi è stato dato in prestito dal Dipartimento delle Antichità". È stato ritrovato vicino al Muro del Secondo Tempio, ma è datato anteriormente al Primo Tempio. È un oggetto che risale a circa 2800 anni fa, al tempo dei Re. È un anello con sigillo di un funzionario ebreo, sul quale è scritto un nome in ebraico antico, che riesco ancora a leggere. Il nome è: Netanyahu, Netanyahu Ben-Yoash [n.d.t. figlio di Yoash]. E questo è il mio cognome. Il mio nome, Benjamin, risale a 1000 anni prima, al tempo di Beniamino figlio di Giacobbe, il quale anche camminò su queste colline. Questo è il nostro legame. E nessuno può negare il legame del popolo ebraico alla terra ebraica.
Israele sta affrontando grandi sfide. Dobbiamo impedire che l'Iran sviluppi armi nucleari. Dobbiamo respingere l'assalto alla nostra legittimità. Dobbiamo trovare una via per raggiungere la pace con i nostri vicini. Dobbiamo tutti noi pregare per la pace di Gerusalemme.
Dopo secoli di esilio, sono venuto qui per assicurarvi che il popolo d'Israele è tornato a casa e nessuna forza sulla terra sarà mai in grado di farci lasciare la nostra casa di nuovo.
Fonte: sito web dell'ufficio del Primo Ministro israeliano
(Notizie su Israele, 13 marzo 2010)
Ultimo aggiornamento (Lunedì 15 Marzo 2010 12:12)


