Il senso delle cose di Dio
Parlando del riposo sabbatico da effettuare proprio nel giorno di sabato, il settimo giorno del calendario ebraico, molti hanno detto che non fa differenza il giorno. Basta dedicare un giorno alla settimana al riposo e alle cose di Dio.
Cercando le origini di questo giorno speciale, troviamo il primo comandamento che lo riguarda, appena terminata l’opera della creazione. Nel momento in qui tutto il possibile era stato terminato e tutte le cose erano venute all’esistenza in una forma originale, Dio cessò totalmente ogni attività. Poi ordinò che quel giorno storico fosse per tutte le età ricordato in un modo particolare. Così diede all’uomo il sabato, l’ordine di riposare e di cessare da tutte le attività da sera a sera, per un intero giorno.
Dopo troviamo questo comandamento scritto nelle tavole della legge, nei dieci comandamenti.
Osservando queste “dieci parole”, i dieci comandamenti, nel loro senso di causa-effetto, scopriamo che hanno tutti un senso. L’obbedienza al comandamento conserva qualcosa di divino, un’atmosfera, un equilibrio e la pace delle anime, delle famiglie e della società.
Se per esempio in un gruppo affiatato si scopre che cominciano a sparire i soldi dai portafogli e non c’è stato nessun estraneo presente, si crea un’atmosfera di tensione e di controllo. Ognuno dubita l’altro o gli altri componenti, non si ha più la libertà di prima, la serenità è scomparsa.
Non desiderare la donna d’altrui, non dare falsa testimonianza, onora il padre e la madre, etc. sono tutte cose che, se messe in pratica, portano equilibrio, pace, serenità e benessere per tutti.
E lo Shabbat? Che cosa c’entra? Che differenza fa se uno riposa invece in un altro giorno?
Che senso hanno il numero e il nome del giorno?
Se bene osserviamo la vita, scopriamo che non è per niente facile obbedire ai comandamenti. È molto più facile cambiarli un po’, secondo i nostri bisogni e i nostri pensieri, tanto Dio è amore…
A causa di questo presunto amore di Dio abbiamo perso la forza di ascoltare il Signore e così abbiamo perso l’ordine da Dio stesso stabilito. Il popolo ebraico che rispetta lo Shabbat, si sottomette ad una regola uguale per tutta la comunità e tutti sanno quando e a che ora inizia il riposo. Se dobbiamo scegliere noi a caso, va a finire che non riusciamo mantenere l’impegno preso.
Noi non sappiamo riposare per questo motivo. I nostri pensieri sono impegnati costantemente. Il cervello continua con grande tensione ad elencare e a ricordare le cose da fare, gli appuntamenti, gli acquisti, le telefonate, i lavori che aspettano. La verità è che molte cose le facciamo di domenica perché non riusciamo ad avere tempo durante la settimana.
Una delle benedizioni più sorprendenti per chi inizia ad osservare il sabato, è che il tempo sembra aumentare. Sapendo di non poter lavorare in quel giorno, siamo costretti a regolare e a programmare la vita già prima. E così non prendiamo appuntamenti, non accettiamo proposte impegnative, non permettiamo che alcunché disturbi il giorno di riposo.
Sul piano della salute imparare a riposare è una cosa incredibile. Pensate che lo stress al quale siamo abituati, tiene il nostro corpo in tale tensione che moltissimi stanno male o cadono malati durante il fine settimana! Il cambiamento dal lavoro al riposo ci fa stare male perché lo stress ha invaso il nostro modo di vivere e di pensare tanto, che appena riposiamo, ne sentiamo la mancanza. Una vera e propria crisi di astinenza da lavoro!
Per questo penso che Dio non abbia sbagliato e che ci sia una profonda saggezza nella Sua legge! Speriamo di poter tornare indietro e imparare ad accettare lo Shabbat come un dono prezioso! Non è strano che continuiamo a lamentarci che siamo stanchi e quando Dio ci comanda di riposare, non lo sappiamo apprezzare?
Sinikka
tratto dal Periodico dell’Associazione “Progetto HaEven” - Gennaio – Febbraio 2012
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 08 Febbraio 2012 12:14)


