Due parole e due capri

Il Giorno dell'espiazione è chiamato il grande e tremendo Giorno del Signore,in cui ogni uomo è chiamato a presentarsi davanti al Benedetto. I profeti biblici vedevano in questo giorno l'appuntamento di Israele col suo Dio e invitavano ad un profondo ravvedimento. E' anche il gorno in cui il Signore “ stampa i nomi nel libro della vita” come a dire che in questo giorno il Signore considera il destino di ogni uomo, sigillato dalle parole Baruch malcutò kevod malcutò leolam vaed ( Benedetto il nome della gloria del Suo regno in Eterno). Questa espressione manifesta uno dei concetti più alti della Gloria del Signore come Colui che regna e da cui tutto dipende.Allo stesso tempo l'ebreo è chiamato a impegnare tutta la sua volontà per rivedere la sua posizione davanti all'Altissimo e davanti al prossimo. I due concetti fondamentali sono Tesciuvà e Gheullà.

La Gheullà ( Redenzione) dipende totalmente dal Redentore. Mentre la Tesciuvà ( pentimento e ritorno a Dio) dipende dalla volontà dell'uomo e dal fatto che per un giorno impegna se stesso ad esaminarsi davanti all'unico giudice. Vediamo qui il Redentore Gesù Messia che ci rende giusti, mediante l'offerta di Se Stesso, davanti all'Eterno, e Giovanni Battista che invita al ravvedimento le folle d'Israele e il cui segno è il battesimo nel Giordano. Ma in verità, né i due capri immolati in questo giorno dal sommo sacerdote, né l'umiliazione dell'uomo rendono l'idea della profondità di questo giorno. Non l'adempimento di un comandamente per rendersi giusti davanti al Signore, ma un profondo esame di sè e richiesta di perdono, prima al prossimo ( Slicot ), cosa più difficile, poi a Dio. Dunque Yom Kippur è il cuore del messaggio di Yeshua Ha Masciach. Ritornate al Signore e ricevete per grazia il Suo perdono. Questo giorno viene chiamato Yom Kippur Mecapper, che letteralmente significa il giorno che espia. Dunque quello che veramente vale è presentarsi davanti a Dio che ci fa conoscere le condizioni della Redenzione. L'attitudine più appropriata è quella del silenzio affinchè la voce del Signore ci parli dal profondo di noi stessi. In questo giorno non vi sono discussioni sulla legge e sulla grazia, ma solo l'incontro col Signore. Qui per le strade di Gerusalemme tutto è completamente fermo. Eccezionalmente si può avere la sventura di vedere un'ambulanza e solo per imminente pericolo di vita. Non c'è polizia, i semafori sono luci surreali, non ci sono macchine, autobus e gli aeroporti sono chiusi.Non esiste sulla faccia della terra un giorno e una nazione che faccia più silenzio. Scompare persino la distinzione tra i religiosi e i laici. In questo comprendiamo pienamente perchè la chiesa Primitiva, secondo la Lettera agli ebrei, vedeva realizzata in Cristo, Sommo Sacerdote la pienezza di quello che il Signore aveva promesso nella legge. Dio si avvicina all'uomo, per concedere il Suo perdono e l'espiazione dei  peccati , mentre l'uomo con testa china si avvicina a Dio in umiltà. L'Apostolo Paolo imposta tutta la lettera ai Romani, della giustificazione per grazia mediante la fede, non pensando a concetti filosofici, ma pensando al giorno di Yom Kippur che lui, come gli apostoli, osservava. Nei primi secoli la chiesa primitiva osservava il giorno di Kippur, come dimostra la lettera agli E brei, perchè questo giorno insegna di Cristo Sommo Sacerdote e capro espiatorio. In Lui ubbidienza e redenzione trovano ogni realizzazione. Gesù ci invita nel giorno di Yom Kippur a un digiuno non apparente ( Matteo 6:16-18).

Possa il Signore, per voi che siete in italia, darvi di digiunare e umiliarvi davanti al Signore in questo giorno osservando la bellezza della santità di Gesù nostro Sommo Sacerdote

Shalom da Jerusalem























Ultimo aggiornamento (Lunedì 27 Settembre 2010 16:11)