Terumà: le offerte.
Tabernacolo e arca.
Nel capitolo 25 di Esodo, il Signore ordinò a Moishè di costruire il Tabernacolo. Secondo il maestro Rashi, commentatore biblico del Medioevo, il Signore ordinò di costruire il tabernacolo dopo che Israele commise il peccato di idolatria costruemdo il vitello d'oro. Fino a quel momento la Shekinà, la presenza di Dio, abitava nei cuori dei figli d'Israele, ma dopo il peccato di idolatria lo Spirito di Dio si allontanò. Il Signore nella Sua misericordia provvide e assicurò il ritorno della Sua presenza ordinando la costruzione del Misckan ( Tabernacolo). Infatti al verso 8 non è scritto io abiterò nel tabernacolo, bensì io abiterò in mezzo a loro. Questo testo richiama sia il testo del Signore Gesù che dice, il Regno di Dio è fra di voi, sia quello dell'apostolo Paolo che dice: voi siete il tempio dello Spirito Santo. Qui si dimostra ancora una volta che la legge, gli ordini di Dio, non sono dati ad Israele per mettergli un peso addosso, ma per sollevarlo dalla condizione di peccato in cui è caduto. Per questo è detto in Romani che la legge è santa.
Il profeta Isaia al cap. 64:1-3 recita: “ Il cielo è il mio trono e la terra è lo sgabello dei miei piedi, quale casa mi potreste voi costruire? E quale potrebbe essere il luogo del mio riposo? Tutte queste cose le ha fatto la mia mano..” Dunque il Signore stesso edifica la casa (invano si affaticano gli edificatori), affinchè la Sua presenza sia assicurata in ognuno di noi e fra di noi.
Di tutti gli elementi contenuti nel tabernacolo vogliamo porre attenzione sull'arca. Doveva essere ricoperta d'oro, coronata di una ghirlanda d'oro, e avere degli anelli in cui erano infilate delle stanghe che non potevano essere rimosse. L'arca stava nel Kadosh ha Kadoshim ( Santo dei Santi ), la corona d'oro era simbolo della Gloria celeste che portava la Parola scritta sulle tavole di pietra.
Un'altrà singolarità è che le stanghe, pur essendo mobili, non dovevano essere rimosse dagli anelli. Perchè?
Questo ci parla della trasmissibilità della parola e dello spirito, il passaggio da levita a levita, trasportatori dell'arca.
Ancora si calcola che il peso delle pietre contenute nell'Arca doveva essere enorme dunque gli anelli non avrebbero tenuto e più ancora i leviti non avrebbero avuto la forza sufficiente.
Questo ci libera dall'idea che noi compiamo il servizio e le cose si fondano sulla nostra forza. In realtà non noi portiamo la parola, ma la parola porta noi. Ogni volta un miracolo si compie con l'arca che si eleva da sola e per lo stesso motivo Uzza fu fulminato quando, per timore che cadesse l'arca, voleva tenere l'arca.
Infine alcuni sostengono che i due cherubini sovrastanti l'arca in realtà fossero una bambina e un bambino inchinati verso le tavole della legge come per volerla leggere e studiare. Questo rende più chiaro l'invito di Gesù di lasciare che i piccoli fanciulli venissero a Lui affinchè apprendessero direttamente da colui che è La parola e il sommo maestro.
Ultimo aggiornamento (Martedì 16 Marzo 2010 14:00)


