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Aprile 2011 - Convegno Messianico ad Odessa

 

Si è svolto ad Odessa il Convegno Messianico organizzato dalle Comunità Messianiche dell’Ucraina, presenti anche comunità dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Più di venti comunità messianiche erano rappresentate e per tre giorni vi sono stati insegnamenti sulla chiesa messianica, sull’evangelizzazione, su aspetti della vita comunitaria e sulla restaurazione del culto al Signore  al modo della chiesa primitiva.

Il tema era: Essere cittadini del Regno del Messia e concittadini dei santi (Efesini 2:11-17).

In un tempo di tumulti internazionali il Signore sta costituendo una cittadinanza di uomini nuovi  secondo i patti e le promesse che il Signore ha fatto ad Israele. Fra i  due uomini, giudei e gentili,

il Messia ha abbattuto il muro di separazione e con la Sua pace Egli ha creato un solo uomo nuovo.

L’Israele di Dio si sta costituendo radunando Ebrei e Gentili in Yeshua  HaMashiach, Gesù il Messia, il Suo Corban (Agnello del sacrificio), attraverso il nostro pentimento (Teshuvà) e grazie alla Sua Geullà (Redenzione).

E’ stato meraviglioso veder radunati giovani rabbini messianici  al servizio gli uni degli altri. Per tre giorni abbiamo danzato, come faceva Davide davanti all’Arca, abbiamo esaminato le scritture e considerato la Torà, i Profeti e la Berith Hadashà (il Nuovo Testamento).

Un nuovo ramoscello sta crescendo in Russia fra gli ebrei così numerosi in quella terra.

Alla fine del Settecento la Zarina Caterina di Russia diede inizio alla costruzione dei porti franchi di Odessa  e Pietroburgo, e per popolare queste città e sviluppare i territori Ucraini creò leggi favorevoli all’immigrazione degli ebrei dalla Polonia.

Così per più di un secolo questa regione ha visto grande benedizione e crescita, grazie al lavoro svolto dai figli d’Israele. Sono nate città, villaggi (tra cui gli stethel), ed è fiorita la letteratura Yiddisch ed il movimento  Chassidico degli Tzadik.

Allo stesso tempo grandi maestri hanno ricevuto la rivelazione di Gesù come Messia atteso dai profeti. Questo è stato il caso di RABINOVICH nella vicina Moldavia, che dopo un viaggio a Gerusalemme, ricevette una rivelazione di Gesù sul Monte degli Ulivi e lo annunciò a tutta la sua comunità. Contemporaneamente alle grandi vicende del popolo d’Israele vi è sempre stato un “filo rosso” della fede in Gesù.

Poi all’inizio del Novecento scattò la gelosia e l’antisemitismo contro gli Ebrei iniziarono

i Pogrom, persecuzioni ed eccidi di massa contro i villaggi ebraici. Così riprese la fuga massiccia degli ebrei, ma questa volta verso gli Stati Uniti. Durante il comunismo e particolarmente durante l’epoca di Stalin la vita non fu meno difficile, ma il massimo del dolore si ebbe durante l’occupazione nazista  che sterminò migliaia di ebrei, con la collaborazione dei militari ucraini. Nella sola regione di Odessa furono bruciati vivi più di ventiduemila figli d’Israele in una volta sola, e altre migliaia finirono nei campi di sterminio nazisti.

Ma come dice il profeta Geremia le compassioni di Dio si rinnovano ogni mattina perché grande è la Sua misericordia, e così abbiamo avuto il privilegio di pranzare assieme agli anziani sopravvissuti dell’Olocausto, membri anch’essi della sinagoga messianica di Odessa.

Il Signore sta ridonando i giorni felici come quelli di un tempo così oggi le Comunità Messianiche si stanno riempiendo di credenti in Yeshua, sia anziani che giovani.

Odessa è anche la città da dove negli anni novanta sono partiti più di un milione di Ebrei che hanno fatto Alyà (ritorno in Israele). Dal porto di questa città sono partite le navi dei ministeri Ebenezer ed Exodus, che hanno caricato migliaia di passeggeri  sbarcati in Terra promessa. Oggi in Israele il russo è la seconda lingua parlata.

E’ una gioia poter constatare che il Movimento Messianico si stia spandendo in molte nazioni, e che questo costituisce una benedizione per i Figli d’Israele, ma altresì è di monito per la chiesa su quello che il Signore sta facendo di questi tempi. Dopo duemila anni di cristianesimo e 5 secoli di dispute teologiche e disguidi dottrinari, il Signore sta portando le cose all’unità della fede, non sulla base della conoscenza, ma sulla base dell’umiltà e dell’ascolto reciproco, e di una lettura profetica degli eventi di questi tempi.

Il rimanente fedele in Gesù, la terra d’Israele rifiorita, la Parola di Dio che esce da Sion e il consiglio del Signore che parla da Gerusalemme, pure accerchiata dai suoi nemici, sono segni per tutti i credenti in Gesù che vogliano ascoltare.

In questo tempo da Pasqua a Pentecoste in cui si contano i giorni (Omer) diciamo

“Signore insegnaci a contare i nostri giorni”.

Faccia il Signore rispendere la luce del Suo volto su di Voi e vi benedica.

Shalom   J. M.