Cura d’anima
tratto da “ Doctrine de la cure d’ame” di Thurneysen.
Ricordiamo una volta ancora che tutta l’opera della Chiesa può essere legittimamente considerata cura d’anima.
La predicazione serve anche alla cura d’anima, ma possiamo anche impiegare il termine cura d’anima in un senso più specifico, per designare un mezzo straordinario accanto alla predicazione.
Abbiamo già trovato questa accezione del termine in Calvino, che parla di " admonitio privata" o esortazione personale, l’ abbiamo trovata da Lutero che parla di "mutuum colloquium et consolatio fratrum", di una conversazione e consolazione fraterna; abbiamo constatato che Bucer l’ha rimessa in vigore; abbiamo visto anche che il pietismo ha fatto di questo straordinario strumento d’azione il centro stesso di tutta l’attività ecclesiale, e che pure i suoi avversari hanno riconosciuto il valore di questo strumento e l’hanno impiegato a loro volta. Uno studio storico della cura d’anima dovrebbe far sortire queste relazioni e provare la verità di quello che per noi ha valore di principio: nello spirito dei fondatori e padri della nostra chiesa, la cura d’anima è veramente quello strumento d’azione, quel segno legittimo e straordinario che la Chiesa si sente obbligata a istituire, se amministra fedelmente la Parola e i simboli. Constatiamo tuttavia che la cura d’anima si pratica sotto forma di colloquio di intrattenimento.Questa forma non è arbitratria ma al contrario appartiene alla natura stessa di tale strumento.Partiamo dalla definizione del linguaggio contenuto nei “dodici discorsi sull’eloquenza” pronunciato a Vienna nel 1812 dal filosofo romantico Adam Muller. Egli dice:
“ L’anima non è più nobile e più grande della parola, ma la parola è il sigillo divino attraverso il quale tutti i pensieri strani, bizzarri e sparsi dell’individuo, diventano pensieri seri e autentici. Le cose preziose che l’anima nella solitudine nasconde, restano visioni, sogni, senza influenza sul mondo, senza nulla illuminare finchè non chiaramente enunciate. Voglio dire che tutto necessita di esser confermato dal linguaggio, questa realtà ricchissima dove tutti i secoli e tutte le generazioni hanno per noi depositato la loro vita. Persino il pensiero stesso non diviene realmente pensiero se non grazie a ciò che fa di un uomo, l’uomo. In breve c’è una ricchezza dell’anima, ma non è un possesso sicuro finchè non diviene un bene comune. Questa trasformazione avviene grazie al linguaggio, alla parola.”
Muller fa anche notare che il rifiuto di servirsi di un linguaggio chiaro e comprensibile trascina la vita pubblica alla decadenza....
Quello che permette la comunicazione, l’umanizzazione della vita è il linguaggio, le parole. La parola ci libera: A. Muller gli attribuisce una potenza divina. Evidentemente questo implica che possiamo trovarci in momenti di crisi, i movimenti dell’anima devono, per così dire, passare per la porta stretta della parola, per acquisire forza e veridicità. Ma l’anima accetta di passare per questa porta? Si sottomette alla potenza, al controllo della parola? A che serve un’anima tanto profonda, se tutto resta annebbiato e ripiegato su sè stesso? La parola e il linguaggio soli possono trasformare questi confusi risucchi spirituali ad una vita dello spirito a cui altri possano partecipare. Ridiciamolo: è perchè può parlare, ed egli parla, che l’uomo diventa veramente uomo............Ora noi sappiamo che per manifestare la sua esistenza di anima vivente davanti a Dio, non è sufficente per l’uomo possedere una personalità e conseguentemente la parola, essere in qualche maniera oratore o poeta.. In effetti l’uomo tutto intero, depositario della parola, è sottomesso al peccato.
A dispetto della sua padronanza del linguaggio non può da se stesso indirizzare la parola a Dio o intendere la Parola che Dio gli invia. Il suo linguaggio non è quindi in alcun modo l’atto creatore che gli permette di realizzare il suo destino. La parola come tale, presa isolatamente, non significa ancora che l’uomo sia divenuto un uomo nel pieno senso della parola, un uomo che si ferma davanti a Dio, e che perviene alla liberazione e alla salvezza della sua anima.
Traduz. a cura di V. T.
Ultimo aggiornamento (Sabato 19 Dicembre 2009 11:12)


