Cura d'anima

Tratto da "Lashon Hara – La maldicenza " di Rabbi Meir Kagana

 

a cura di Ha Even

Che cosa è Lashon Hara?

La maldicenza, Lashon Hara, è un vizio che colpisce tutti gli uomini ed è in grado di causare gran parte dei problemi interrelazionali nei rapporti umani. Spesso ha causato divisioni e separazioni. Tutti possiamo trovarci in una situazione in cui non distinguiamo più il bene dal male. Per un percorso personale di santificazione è importante sapere, cos'è Lashon Hara, e come riuscire ad evitarla.

A grandi linee possiamo definire Lashon Hara con questi due principi:

  • Fare notare qualcosa che in diversi modi sminuisce o discredita l'altra persona.

Fare notare qualcosa che dà un dispiacere, ferisce l'altro fisicamente, mentalmente, emotivamente, spiritualmente oppure economicamente.

 

Operare Lashon Hara

 

Ecco alcune definizioni di Lashon Hara:

Pecco di Lashon Hara se le mie parole feriscono i sentimenti di un'altra persona, anche se non ho detto niente che sia apparentemente offensivo.

Lashon Hara non è limitata alla parola pronunciata. Le parole scritte, le insinuazioni e le espressioni del viso possono benissimo comunicarla.

Raccontare qualcosa di una persona può essere Lashon Hara, anche se non facciamo dei nomi, perchè qualcuno può essere in grado di capire di chi stiamo parlando.

Non abbiamo il permesso di sminuire una persona anche se pensiamo che chi ascolta non crede a quello che stiamo dicendo.

Ripetere un fatto che sminuisce l'altro è Lashon Hara anche se si tratti di una cosa nota pubblicamente.

Anche se le parole che diciamo non sono tecnicamente Lashon Hara, se il risultato di quelle parole ha un effetto negativo su una persona, queste possono essere definite tali.

E' addirittura sbagliato dire qualcosa di offensivo all'altro per scherzo.

 

Ascoltare Lashon Hara

Tolte alcune eccezioni, non è sbagliato soltanto dire Lashon Hara, ma anche ascoltarla. Ricordiamo questo principio: "Tutto quello che è proibito dire, è anche proibito ascoltare".

Anche se Lashon Hara che stiamo ascoltando è vera, non dobbiamo ascoltarla perchè può sminuire l'opinione che abbiamo della persona in questione. A volte è veramente difficile esentarsi dal sentirla, a causa delle circostanze in cui ci troviamo. In tali occasioni Lashon Hara può essere respinta come non vera, per tanti motivi:

Il racconto può essere esagerato.

La persona che sta raccontando può aver capito male oppure può interpretare il fatto in modo scorretto.

La persona che sta raccontando può aver agito senza intenzione

La persona in questione può, per qualche motivo, esssere stata giustificata per l'accaduto, a nostra insaputa.

E' sempre bene lasciare il beneficio del dubbio su questi racconti riportati. Questo principio si basa sulla seguente mitzva ( comandamento o buona azione):

"Non fare ingiustizia nel giudicare; non userai parzialità col povero nè presterai onore alla persona del potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia" ( Levitico 19:15).

Dobbiamo imparare a giudicare il nostro prossimo con giustizia, non secondo Lashon Hara che abbiamo potuto sentire.

 

Il riportatore di pettegolezzi

Esiste un'altra forma di male che proviene dalla bocca degli uomini, che è addirittura peggio di Lashon Hara. Si chiama Rechilus. Il suo significato letterale è "venditore ambulante" che vende le mercanzie passando attraverso i paesini. Pecca di Rechilius colui che ascolta qualcuno fare Lashon Hara su una persona, e poi va dal soggetto di Lashon Hara a raccontare quello che ha sentito dire. Questo si chiama "riportare". Esempio: Mario dice a Luigi una Lashon Hara che riguarda Gianni. Luigi va da Gianni e dice quello che Mario ha detto.  A tutti noi è capitato di essere soggetti di Rechilius raccontato su di noi e, dispiace ammetterlo, probabilmente tutti noi abbiamo raccontato un Rechilius su altri. Spesso la persona che vuole dire un Rechilius, inizia dicendo: " Penso che sia bene che tu sappia quallo che X ha detto di te".

Chi riporta delle parole, abitualmente ha convinto se stesso di agire per nobili motivi. Alla fine dei conti, certamente vorresti sapere quello che si dice di te alle tue spalle, per poterti difendere, o no?

La scrittura ci mette in guardia contro l'ingiusta azione di Rechilius:

" Non andrai quà e là facendo il diffamatore in mezzo al tuo popolo, nè ti presentaerai ad attestare il falso a danno della vita del prossimo. Io sono il Signore ( Levitico 19:16).

Il nostro Salvatore Yeshua ( Gesù) non si preoccupava di difendere sè stesso davanti agli accusatori:

" Gesù comparve davanti al governatore e il governatore lo interrogò, dicendo: "Sei tu il re dei Giudeiu?" Gesù gli disse: "Tu lo dici". E accusato dai capi dei sacerdoti e dagli anziani non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: "Non senti quante cose testimoniano contro di te?" Ma egli non rispose neppure una parola; e il governatore se ne meravigliò molto" ( Matteo 27: 11-14)

" Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde. Allontanati dal male, e fai il bene; cerca la pace ed adoperati per essa" ( Salmo 34:11-14)

Il parlare corretto ( etico)

Quello che occorre nelle comunità di credenti è Lashon Tov, la Buona Lingua; una lingua che dice la verità in un modo amorevole. Un esempio di come la buona lingua, il buon parlare, susciti lode, si trova nel Salmo 45. Questo Salmo è conosciuto come il Canto delle Nozze Regali. Sia l'insegnamento cristiano che quello ebraico vedono nello sposo del Salmo il Re Messia. Nota come il salmista chiama la sua lingua "una penna" e come lui usa questa penna per esaltare le virtù del Re:

" Al direttore del coro. Sopra i gigli. Dei figli di Core. Cantico. Canto d'amore.

Mi ferve in cuore una parola soave; io dico: "L'opera mia è per il re; la mia lingua sarà come la penna di un abile scrittore. Tu sei bello, più bello di tutti i figli degli uomini; le tue parole sono piene di grazia; perciò Dio ti ha benedetto in eterno" ( Salmo 45: 1-2)

La nostra lingua può essere utilizzata per lodare sia Dio che gli uomini ( quando se lo meritano). Questa è la chiave di apertura quando cerchiamo di stabilire Lashon Tov, il buon parlare, come una base della nostra vita.

 

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Febbraio 2010 11:20)