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Jakob L.F. Mendelssohn e il suo “Christus” –
Introduzione di Mattia Peli
[esecutore, in veste di pianista-trascrittore, di una selezione dell’oratorio “Elias” di Mendelssohn nel 2007 al Conservatorio di Riva del Garda, e dell’intero oratorio incompiuto “Christus” di Mendelssohn nel 2008 nella cittadina tedesca di Regensburg (Ratisbona)]
Jakob Ludwig Felix Mendelssohn nato in Germania nel 1809 nella città di Amburgo, di famiglia ebraica, nel suo breve ma intenso percorso di vita che lo vide sparire a Lipsia nel 1847 a soli 38 anni, ci ha lasciato una vasta serie di opere musicali in ogni genere, dallo strumentale al vocale,come solo un genio poteva comporre in così poco tempo.
Mendelssohn, che diede avvio alla sua carriera professionistica nel 1829, dirigendo e riesumando dall’oblio la “Passione secondo Matteo” di J.S.Bach, fu, oltre che un grande compositore, un buon pittore, un direttore d’orchestra di fama internazionale - e anche primo vero direttore d’orchestra in senso moderno (diresse con grande successo l’orchestra del Gewandhaus di Lipsia dal 1835 al 1843); diresse pure il Conservatorio di Lipsia, da lui fondato nel 1843, esercitando anche la funzione di insegnante di pianoforte e composizione. Suo risaputo rivale ed antagonista, come compositore e direttore d’orchestra, fu il famosissimo musicista tedesco Richard Wagner che, da antisemita dichiarato, attaccò sempre Mendelssohn, come si può vedere per esempio leggendo il suo scritto antisemita “L’ebraismo in musica” del 1849.
Nella famiglia Mendelssohn, la religione aveva sempre rivestito un’importanza suprema: il nonno di Felix, Moses Mendelssohn, filosofo illuminista ammirato da Kant ed amico di Lessing(che scrisse, su modello di Moses, “Nathan il saggio”), era stato nel Settecento il massimo apologeta dell’Ebraismo. Suo figlio Abraham Mendelssohn si era convertito al Cristianesimo, nella confessione luterana, portando, nel 1816, Felix, a soli sette anni, e i suoi fratelli, al fonte battesimale. Felix stesso condivideva la profonda fede paterna, cui dedicò una lunga serie di composizioni sacre dai Salmi alle Sinfonie, come la Sinfonia “Riforma” e la Sinfonia-cantata “Inno di lode”, fino ad arrivare a scrivere ben tre Oratori: “Paulus” del 1836, “Elias” del 1846 e l’incompiuto “Christus” del 1846-47.
È stato detto che Mendelssohn con il suo battesimo si fosse adeguato per volontà del padre all’ambiente cristiano europeo, per motivi di interesse sociale e poi lavorativo. Ma questo non sembra sostenibile in quanto, mentre il padre si fece cambiare cognome (da Mendelssohn a Bartholdy) per avere meno problemi nella società, il figlio Mendelssohn, che pochi sanno avesse come primo nome quello di Jakob, si rifiutò di cambiare cognome e non obbedì quindi al padre in questo, rimanendo poi sempre fedele ad usare il suo cognome ebraico. In realtà il cognome originale della famiglia era Dessau, dal nome omonimo della città tedesca, dato che era usanza a quell’epoca che gli ebrei venissero denominati dalla città di origine. Il padre di Moses (il nonno di Mendelssohn nato nel 1729) era infatti Meldel Dessau. Ma Moses, coraggiosamente, si cambiò cognome, nella creazione tutta sua di Mendelssohn: da Meldel-sohn, figlio di Meldel, che rispetto all’eufonia divenne Mendels-sohn. In più va notato il fatto che, se fosse stata solo una conversione di comodo, un musicista di quel livello non avrebbe mai dedicato tanti sforzi e tanto tempo a comporre pagine di musica così intense ed ispirate come quelle che costituiscono questi tre oratori sacri, davvero definibili propriamente come ‘ebraico-cristiani’.
Le caratteristiche musicali principali di questi oratori sono essenzialmente due: uno stile compositivo corale-strumentale che rimanda agli oratori barocchi di un secolo prima, quelli tedeschi come la “Passione di Matteo” di Bach e quelli inglesi come il “Messia” di Haendel, e al contempo un inserimento, tra le pieghe del canto, di melodie della tradizione liturgica ebraica. Questo è il dato musicale oggettivo, che tuttavia ci lancia, indirettamente, un messaggio di conciliazione tra il cristianesimo e l’ebraismo, o, per dire meglio, l’emergere della figura messianica di un Gesù ebreo, nello stesso tempo sia Messia e Gloria d’Israele che luce per i Gentili.
Questa figura di Gesù ebreo affiora in tutti e tre gli oratori di Mendelssohn. Tuttavia, molti conoscono il suo “Elias”, meno sono quelli che conoscono il suo “Paulus”, quasi nessuno conosce il suo “Christus”, che, nelle intenzioni del compositore ebreo-protestante, avrebbe dovuto fare da coronamento a questa sorta di trilogia sacra, se non fosse intervenuta la morte prematura.
In origine, per questo suo oratorio “Christus”, erano previste tre parti concernenti rispettivamente la Natività, la Passione e la Resurrezione. A Mendelssohn, però, da poco subita la perdita dolorosissima dell’amata sorella, i nove mesi di vita restanti, carichi peraltro di impegni concertistici internazionali, non furono sufficienti che a terminare pochi numeri, facendo del “Christus” il frammento di maggiore entità lasciato dal compositore, tuttavia costituito da una musica di straordinario livello e di toccante profondità.
Di questo, quasi sconosciuto, oratorio “Christus” proponiamo qui di seguito il testo in traduzione italiana, come una sorta di ultimo atto di Fede Messianica di quello che costituisce il primo e unico caso fra i musicisti, di un ebreo credente in Gesù di Nazareth, che volle rimanere sempre ebreo.
Christus Op. 97 (1846-47)
Oratorio (incompiuto) in due parti per Soli, Coro e Orchestra di Jakob Ludwig Felix Mendelssohn
Libretto del barone Christian Karl Josias von Bunsen
[Secondo le parole del Nuovo Testamento]
Dalla parte prima - Nascita di Cristo
Recitativo (Soprano) [Matteo 2:1]
Quando Gesù nacque a Betlehem nel paese di Giudea, là convennero i saggi dall’oriente verso Gerusalemme e lo adorarono.
Terzetto (Tenore, Bassi 1-2) [Matteo 2:2]
Dov’è il neonato Re dei Giudei? Noi abbiamo visto la sua stella e siamo venuti per adorarlo.
Coro [Numeri 24:17, 19; Apocalisse 22:16; Luca 1:78 b-79, 2:25-32; Giovanni 1:1-5, 9, 14, 3:16-21, 8:12; Matteo 4:12-17]
Sorgerà una stella da Giacobbe e uno scettro verrà da Israele. Sorgerà una stella da Giacobbe che annienterà principi e città. Come bella risplende la stella del mattino! Oh quale splendore si leva dal Signore per dare a noi luce e consolazione! La tua parola, o Gesù, è la luce, e porta alla verità e alla vita. Chi può esaltarti a sufficienza?
Dalla parte seconda - Passione di Cristo
Recitativo (Tenore) [Luca 23:1]
E l’intera moltitudine si levò, e cominciò ad accusarlo e a insultarlo:
Coro [Luca 23:2]
Noi giudichiamo costui perché corrompe il popolo e impedisce di versare a Cesare il (suo) tributo, e dice di essere il Cristo, un re!
Recitativo (Tenore) [Luca 23:4]
Ma Pilato disse ai sommi sacerdoti e al popolo: Io non trovo nessuna colpa in quest’uomo. Allora tutti gridarono:
Coro [Luca 23:5]
Egli ha sollevato il popolo insegnando qua e là per tutto il paese, e ha cominciato in Galilea (per giungere) fino a qui.
Recitativo (Tenore) [Luca 23:14 b, 16]
Ma Pilato disse: Io non trovo nessuna colpa in lui, e perciò lo punirò e lo lascerò libero. Allora gridò l’intera moltitudine:
Coro [Luca 23:18]
Portalo via di qui, via, e liberaci Barabba!
Recitativo (Tenore) [Luca 23:20]
Allora Pilato urlò loro un’altra volta che voleva liberare Gesù, ma essi gridarono:
Coro [Luca 23:21]
Crocifiggilo!
Recitativo (Tenore) [Giovanni 19:6 b]
Pilato dice loro: Prendetelo voi e crocifiggetelo, giacché io non trovo nessuna colpa in lui. Allora essi risposero:
Coro [Giovanni 19:7]
Noi abbiamo una legge, e secondo la legge egli deve morire, poiché ha proclamato se stesso Figlio di Dio.
Recitativo (Tenore) [Giovanni 19:16-17; Luca 23:27]
Allora lo consegnò (loro) perché fosse crocifisso; essi presero Gesù e lo condussero al Golgota; ma lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne che facevano lamento e lo piangevano.
Coro [Luca 23:28, 30]
Voi figlie di Sion, piangete su voi stesse e sui vostri figli! Poiché ecco, verrà il tempo, in cui direte alle montagne: abbattetevi su di noi! E alle colline: ricopriteci! Voi figlie di Sion, piangete su voi stesse e sui vostri figli!
Corale [Isaia 53:4-5, 6 b, 12 b; Matteo 8:16-17; 1 Pietro 2:24; Galati 3:13-14; Salmo 22:1-2; Matteo 27:45-46; 2 Corinzi 4:6]
Egli prende sulle sue spalle i pesi che mi schiacciano pesantemente fino a farmi soccombere. Egli si fa maledizione, e in cambio guadagna per me la benedizione: oh come è ricco di grazia! Dove sei rimasto, o sole, la notte ti ha schiacciato, la notte, nemica del giorno. Addio a te, sole terreno, se Gesù, la mia beatitudine torna a risplendere chiaro nel mio cuore.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Luglio 2010 11:18)


