Login Form
Ultime foto
  • JoomlaWorks Simple Image Rotator
  • JoomlaWorks Simple Image Rotator
  • JoomlaWorks Simple Image Rotator
  • JoomlaWorks Simple Image Rotator
  • JoomlaWorks Simple Image Rotator
  • JoomlaWorks Simple Image Rotator
Banner

O ETERNO FA TORNARE I NOSTRI CHE SONO IN CATTIVITA’, COME TORNANO I FIUMI NELLA TERRA DEL NEGEV” (Salmo 126:4)

L’ultimo esodo: la restaurazione dei marrani.

Questo salmo profetico parla di un ritorno di Israele nel mezzogiorno del paese, ma insieme parla di fiumi che irrigheranno il deserto del Negev.

Molti profeti parlano della restaurazione finale del popolo d’Israele sulla sua terra , che precederà il Ritorno del Messia e la Sua glorificazione.

Nel corso della nostra vita abbiamo visto, non solo la rinascita della Nazione d’Israele, ma anche ondate di emigrazione e restaurazione su Heretz Israel.

Dalle ceneri della morte dei campi di concentramento, i profughi dell’Europa sono rifioriti e hanno fatto rifiorire la terra d’Israele che noi oggi ammiriamo.

Solo 20 anni fa, quello che sembrava l’impero chiuso della cortina di ferro, l’Unione Sovietica, si sbriciolava come un castello di sabbia rilasciando milioni di Figli di Israele che sono poi tornati ad abitare la terra dei padri.

Tuttavia, anche in quelli che leggono la Bibbia, si infiltra una mentalità incredula che prende per ovvie le profezie anche quando si avverano, ma ne dubita quando sono annunciate.

L’esistenza della Nazione di Israele oggi è data per scontata da quelli che un secolo fa erano increduli e avversari, a cominciare dagli studiosi della Bibbia. Ma gli stessi sorridono all’idea profetica di un completo ritorno d’Israele sulla terra. I cristiani sono più interessati alla vita eterna e al regno dei cieli che al Regno di Dio.

Oggi siamo davanti a un’altro passaggio profetico che sfida la nostra fede e seppellisce il cinismo degli increduli.

Il profeta Isaia al cap. 61 v.8 fa un annuncio specifico: “ Chi sono costoro che volano come una nuvola, come colombi verso il loro colombario? Sono le isole che sperano in me, ed avranno alla loro testa le navi di Tarsis, per ricondurre i tuoi figli da lontano col loro oro e col loro argento, per onorare il nome dell’Eterno , tuo Dio, del Santo d’Israele, che ti avrà glorificata.”

Dal tempo del profeta Jona ,Tarsis è inequivocabilmente una città fenicia della Spagna.

Dunque il profeta sta affermando che negli ultimi tempi il Signore farà volare come colombi i discendenti dei deportati dalla Spagna, per stabilirli sulla terra d’Israele al solo scopo d’onorare il Nome del Signore. Più chiaro di così? Chi può porre le sue obiezioni?

L’ultimo esodo sarà più grande dei primi e soprattutto sarà quello che precederà la glorificazione del Messia Gesù. Stiamo parlando del riconoscimento e del ritorno degli ebrei Marrani, i discendenti di Sefarad- Spagna.

Oggi si calcola che un numero impressionante, nell'ordine di milioni, di Marrani-Anussim siano discendenti dagli ebrei di Spagna perseguitati e torturati dall’inquisizione cattolica.

Fino ad oggi non sono stati riconosciuti come ebrei, ma oggi lo Stato d’Israele sta seriamente considerando la loro appartenenza al popolo eletto e il loro diritto a ritornare sulla terra.

Da dove origina questa storia?

Dopo la distruzione di Gerusalemme e del suo Tempio, i generali dell’imperatore Tito portarono con sè, come bottino di guerra, migliaia di schiavi Ebrei. Di questi molti finirono sul mercato degli schiavi dell’epoca, lungo le coste del Nord Africa e in Grecia. Di ciò ci parla il profeta Gioele al cap. 3. Cinque mila di loro andarono a coltivare le tenute agricole dei generali romani nella città di Oria (Taranto), altri 5 mila a Siracusa, più di 30 mila furono deportati nella città di Cartaghena nella Spagna del Sud.

Dal 70 D.C. al 1492, anno della loro cacciata dalla Spagna in seguito al decreto di espulsione di Granata firmato da Ferdinando e Isabella la cattolica, i Giudei della Spagna rimasero e prosperarono sotto la dominazione musulmana. Ciò era possibile grazie alla legge del Dimi (diritto di tutela previsto dal Corano), che proteggeva i non musulmani in cambio di una tassa e accordava loro condizioni di vita più sopportabili di quelle inflitte dal dominio cattolico.

Per questo motivo, all’inizio dell’età moderna la maggioranza del popolo d’Israele si trovava in Spagna, da dove si disperse e fuggì in tutta Europa.

L’ottusità teologica del cattolicesimo romano e la nascita dell’idea-nazione formata da un solo popolo legato al concetto di patria e religione, provocò in Spagna fra le più grandi persecuzioni contro il popolo d’Israele e contro le minoranze.

L’anno cruciale fu il 1391, detto della disputa di Tortona, in cui i rabbini ebrei furono costretti a difendere i principi della religione di Mosè contro i dogmi tenebrosi di teologi cattolici.

Il risultato fu la sobillazione delle classi popolari contro le Giuderie con inevitabili massacri e persecuzioni di ogni genere.

Davanti a tanto orrore molti ebrei accettarono il battesimo, nella maggior parte forzato, e in alcuni casi volontario. Nacque così una nuova categoria, quella dell' Ebreo detto Marrano.

Volgarmente questo termine era usato dal popolino cattolico per apostrofare come Maiali i giudei. Nei fumetti Zio Paperone apostrofava il povero Paperino dandogli del “Vil Marrano” quando non soggiaceva alle sue aspettative.

In realtà il termine Marrano dagli ebrei veniva usato nel significato aramaico e cioè Signore.

Tra i Marrani vi erano coloro che speravano e aspettavano la venuta del Signore: Maran Atà. La persecuzione subita e la salvezza ritrovata, erano un motivo fondante della religione di questi Marrani, che avevano così la consolazione che il Signore non li aveva abbandonati. Dalla consolazione e dal credere nella venuta del Messia che porta la pace, e nel regno Millenario, trassero origine i movimenti messianici, soprattutto nel '500, con al centro l’idea della restaurazione d’Israele: molti di loro cercavano di raggiungere la Terra promessa per assistere al ritorno del Messia. E’ per questo motivo che oggi possiamo ammirare le meravigliose sinagoghe Sefardite di Safed, dove ancora oggi si celebra in lingua castigliana.

Tornando al XV secolo in Spagna, l’effetto imprevisto delle conversioni e dei battesimi di massa fu che ai Marrani, che mantenevano il loro giudaismo, ma professavano la loro fede in Gesù, furono accordati i diritti civili di tutti gli Spagnoli. I Marrani battezzatisi poterono affermarsi socialmente ed economicamente, così videro spalancarsi le porte per tutte le professioni della Spagna di allora.

Di fronte a questo si assistette alla rivolta della nobiltà spagnola, gli Hidalgo indolenti e passivi, che si videro sorpassati dal successo e dall’ascesa dei Marrani, divenuti intanto banchieri, consiglieri del Re e persino vescovi e cardinali, raggiungendo posizioni sociali invidiabili.

In risposta a questo fenomeno nacque l’Inquisizione e l’invenzione di un concetto diabolico: il cristianos nuevos o conversos.

Nell’idea del fondatore dell’Inquisizione, il domenicano Torquemada, confessore della regina Isabella, poteva essere cristiano solo chi aveva ascendenze cristiane, così che tutti quelli che si erano convertiti e battezzati, ma avevano i nonni ebrei, non potevano più essere riconosciuti come sudditi cattolici.

Un’assurdo teologico aveva creato un nuovo tipo di vittima-martire, il Marrano o Anussim (Violentato). Prima si chiedeva di convertirsi e battezzarsi, poi si diceva che era impossibile essere cristiani se si aveva un nonno cristiano. Nacque il concetto di “limpieza de sangre”: si era cristiani solo per discendenza e per appartenenza etnica e ogni mescolanza matrimoniale era vietata. Un triste anticipo della purezza della razza, praticata nefastamente dal nazi-fascismo.

Quelli che si erano battezzati, essendo portatori del “sacramento” del battesimo, dovevano essere indagati e torturati perché non si poteva permettere che il battesimo fosse “profanato”. Chi era sospettato di pratiche giudaiche nascoste veniva messo al rogo.

Si accesero i roghi e gli auto da Fè e migliaia di ebrei battezzati furono catturati, torturati e bruciati.

Di fatto agli ebrei vennero confiscati i loro beni che finirono nelle casse dell’Inquisizione e del re. Il Papa stesso che aveva autorizzato l’inquisizione cercò di porvi un freno. Fu lì che iniziò il calvario del popolo Marrano che cercò in tutti i modi di sfuggire alla persecuzione e di salvare la vita e i beni.

Da una parte trattati come rinnegati apostati dai fratelli ebrei per aver cercato la salvezza col battesimo, dall'altra venivano indagati come finti cristiani dai cattolici. Si formò così un nuovo popolo con una doppia identità, giudeo-cristiana, che doveva salvarsi tra incudine e martello.

A ben vedere si riapriva quell'antica  divisione all’interno del popolo d’Israele che si era verificata al tempo degli Apostoli  tra chi credeva in Yeshua e chi no. Quella volta fu a causa della persecuzione dei romani.

La prima ondata migratoria dalla Spagna si indirizzò verso il Portogallo. Sei anni dopo, il figlio del re del Portogallo sposò la figlia di Ferdinando re di Spagna, che pose come condizione di nozze la persecuzione dei Marrani che abitavano in Portogallo. In un solo rogo a Lisbona furono bruciati migliaia di Marrani, davanti alla cattedrale cattolica che cantava le lodi a dio.

Stessa sorte toccò agli ebrei dell’Italia meridionale, che a quel tempo era sotto il dominio della Spagna. Ogni decisione presa in quel paese aveva ripercussioni analoghe nel Regno di Napoli.

Furono quelli gli anni delle grandi scoperte geografiche di Colombo, Vasco de Gama, Magellano, Vespucci, Cabral, che a scuola ci vengono raccontate come l’epopea delle grandi scoperte, che in realtà furono dettate dalla necessità di trovare delle vie di fuga dalla persecuzione. Colombo stesso era un Marrano e molti membri degli equipaggi erano giudei.

In seguito all’instaurarsi della Inquisizione in Portogallo,  i Marrani da commercianti quali erano, fuggirono verso i grandi porti del Mediterraneo e del nord Europa, e in seguito verso le nascenti comunità delle Americhe.

Grazie alle loro abilità mercantili si stabilirono in città come Napoli, Genova, Venezia, Livorno, Ancona e altri principati dell’Italia rinascimentale; e inoltre Salonicco, Tunisi, Costantinopoli, Anversa, Amsterdam, Amburgo ecc. Questi porti abitati da comunità di famiglie Marrane imparentate tra loro, divennero i nodi di una fiorente rete commerciale che andava dal Mediterraneo, all’Atlantico, al Mare del nord. Nacquero nuove città come Livorno e Pesaro.

Ancora una volta dove il peccato dell’Inquisizione era abbondato, la grazia e la prosperità sovrabbondarono. Nacque una classe di ricchi mercanti che facilitavano l’accoglienza e la fuga di correligionari meno fortunati. Fu in queste circostanze economiche che la repubblica di Venezia affidò a loro i commerci e nacquero le lettere di credito e gli assegni (cosa che lasciava sbigottiti i pirati che non trovavano più l'oro a bordo dei navigli). Nelle nuove città aveva grande valore la libertà di religione, per cui molti ritornarono all’ebraismo, mentre molti altri si convertirono al protestantesimo. Venezia grazie a loro divenne il più grande mercato di libri e Bibbie poliglotte, Nuovo Testamento incluso. La prima copia del Corano fu stampata a Venezia e non in un paese arabo.

La fede biblica si coniugava con la tolleranza.

L’inquisizione era però così accanita contro i Conversos o Cristianos Nuevos che li raggiungeva anche nelle nuove città. Fu così che il Gran duca di Toscana Cosimo dei Medici, inserì nelle Patenti livornine la clausola che la città di Livorno era aperta a tutti, ma interdetta ai soli gesuiti, per proteggere i suoi ricchi e operosi ospiti Marrani dalle persecuzioni dei tribunali papalini.

L’inquisizione formò tribunali in Spagna, in tutti i paesi del Sud America e d’Italia celebrando processi e praticando la tortura e il rogo fino al 1800.

In tutto questo tempo la caratteristica della religione di un aparte dei Marrani era quella di ebrei che credevano ancora in Yeshua di Nazaret come il Messia d’Israele. In tutti i paesi latini, compresa l’Italia meridionale, l’osservanza della Torà era un culto clandestino.

Grandi Marrani furono Baruch Spinosa ad Amsterdam e Abrabanel a Napoli e Venezia.

La storia dei marrani negli ultimi due secoli si obnubilò nell’assimilazione, ma sappiamo che grandi masse di Marrani emigrarono in tutte le colonie spagnole, dal Messico al sud America, e dall’Italia meridionale furono definitivamente cacciati dal viceré spagnolo del regno di Napoli nel 1510.

I Marrani che rimasero per forza di sopravvivenza si assimilarono ai cattolici, ma mantennero il fuoco giudaico sotto la cenere.

 

Cosa accade oggi.

Come dice il profeta Abdia al verso 22: “i deportati di Gerusalemme che sono a Sefarad (Spagna) possederanno le città del Neghev… e il Regno sarà del Signore.”

Le sue parole sono scritte nei cieli e dunque si adempiranno. Il salmo 126:4 parla di un ritorno nel Negev e il profeta Geremia 32: 42-43, inequivocabilmente parla di una terra che sarà riscattata e ripopolata.

Oggi assistiamo ad una pioggia dello Spirito Santo per cui migliaia di credenti evangelici ritrovano la loro origine e benedizione giudaica, riscoprendo le loro radici ebraiche e chiedendo di essere parte del Popolo di Israele con la prospettiva di andare ad abitare e fecondare la terra del sud di Israele.

Siamo davanti all’ultimo esodo che si compirà secondo le promesse che il Signore ha assegnato ai discendenti degli schiavi di Spagna.

Oggi vi sono migliaia di cristiani nati di nuovo che in più sono discendenti dei Cristianos Nuevos, cioè discendenti d’Israele, figli degli ebrei di Spagna, Brasile, Messico, Stati Uniti, Olanda, Spagna, Italia e altri paesi del Mediterraneo. Sono credenti in Yeshua che portano il segno della benedizione d’Israele.

La salvezza è per grazia mediante la fede, ma le promesse di Dio sono secondo il patto e le benedizione dei Padri. La Parola del Signore non cadrà a vuoto ed Egli non permetterà che la benedizione della Promessa fatta ad Abrahamo, Isacco, Giacobbe e David cada a terra.

Lo stato d’Israele nella sua accondiscendenza verso il giudaismo ortodosso chiede che chi vuole appartenere ad Israele deve “ battezzarsi giudeo”. Ma i credenti in Yeshua, che si sentono figli di Israele a causa delle benedizioni dei Patriarchi, dei loro cognomi, del DNA o della testimonianza di famiglia, vogliono essere accettati nella loro libertà.

Non vogliono subire per la seconda volta una conversione forzata! Chi è l’uomo che può giudicare le promesse e la discendenza della famiglia di Dio?

Un tempo nuovo è giunto, l’ultimo Esodo sta per cominciare e un popolo attraverserà il grande mare.

J.M.

Aprile 2012.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 14 Maggio 2012 12:47)

 

Negli ospedali Israeliani, bambini cardiopatici  provenienti da Iraq, Gaza e Medio-Oriente ricevono cure mediche e accoglienza anche grazie al lavoro di

                                         Shevet Achim

                                                                      www.shevet.org

                                 Sabato 12 Maggio ore 17.00

                                  sarà ad Ancona il responsabile dell'opera in Israele

                                                                       Jonathan Miles

                                                Siete tutti Benvenuti! 

 

                                                info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Sabato 05 Maggio 2012 13:53)

 
Vedetta Messianica

Il punto di vista rabbinico-messianico sulla Parabola del granello di senape.

(Traduzione sintetica del primo insegnamento di Joseph Shulam sulle Parabole di Yeshua)

Tutti noi conosciamo la parabola del granello di senape che Gesù racconta nel vangelo di Matteo:

Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi; ma, quand'è cresciuto, è maggiore degli ortaggi e diventa un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami". (13:31-32)”.

Ma quasi tutti sanno che il seme di senape non è affatto il più piccolo dei semi, essendocene molti altri che sono ben più piccoli (es. il papavero, il basilico e tanti altri fiori). E così pure, quando cresce, la pianta della senape raggiunge al massimo l’altezza di 2 metri, non raggiungendo certo quella di un albero, né tantomeno il suo aspetto, da fornire riparo per i nidi degli uccelli.

È mai possibile che Gesù non sapesse queste cose? È mai possibile che Gesù abbia sbagliato?

Esaminando la parola “seme” nel contesto biblico, si vede che viene quasi mai utilizzata per indicare il seme di una pianta. Il più delle volte si tratta del seme di Abramo, la Nazione d’Israele, la quale, si legge in Deuteronomio è la più piccola fra le nazioni. Così quando Gesù parla del più piccolo dei semi, non sta indicando quello della pianta, bensì il seme di Abramo, la Nazione d’Israele.

E allora perché lo paragona alla senape? Perché la senape è aspra, amara, non così piacevole al gusto. Così sono anche i figli del popolo di Dio. Se proviamo a masticare un seme di senape non vi troveremo alcun sapore piacevole. Il granello di senape viene anche usato come termine di paragone per la minima quantità di fede che dovremmo avere.

Poi Gesù parla della sua crescita, dicendo che diventa un grande albero alla cui ombra potranno ripararsi gli uccelli, ma la pianta della senape è erbacea e non sosterrebbe neanche il nido di un passero.

In Ezechiele 17:22-23, leggiamo: “Così dice Dio, il Signore: Ma io prenderò l'alta vetta del cedro e la porrò in terra; dai più alti dei suoi giovani rami strapperò un tenero ramoscello e lo pianterò sopra un monte alto, elevato. Lo pianterò sull'alto monte d'Israele; esso metterà rami, porterà frutto, e diventerà un cedro magnifico. Gli uccelli di ogni specie si rifugeranno sotto di lui; troveranno rifugio all'ombra dei suoi rami”.

Quindi l’albero della senape/Israele crescerà per diventare una grande pianta sotto la cui ombra tutte le nazioni del mondo troveranno rifugio nella Sua Parola. Isaia 2:3 “Molti popoli vi accorreranno, e diranno: "Venite, saliamo al monte del SIGNORE, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie, e noi 8

Cammineremo per i suoi sentieri". Da Sion, infatti, uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore”.

Arriverà quindi il giorno in cui questa piccolissima nazione ospiterà tutte le altre nazioni all’ombra dei suoi rami ed il Dio d’Israele sarà il Dio di tutto il mondo, e Yeshua sarà il Re ed il Messia del mondo intero, il Re dei re ed il Signore dei signori!                                                                                                                                                                                                            Joseph Shulam

tratto dal Periodico dell’Associazione “Progetto HaEven” - Aprile – Maggio 2012 

 

Ultimo aggiornamento (Sabato 21 Aprile 2012 12:14)

 
Meditazioni bibliche

 

Beato l'uomo che mi ascolta, che veglia ogni giorno alle mie porte, che vigila alla soglia della mia casa! Chi mi trova infatti trova la vita e ottiene il favore del SIGNORE. Ma chi pecca contro di me, fa torto a sé stesso; tutti quelli che mi odiano, amano la morte” (Prov. 8:34-36).

Lo scoppio dell’antisemitismo in Francia nel mese di marzo è ancora fresco nella memoria. Tutta l’Europa ne è rimasta sconvolta. I segni dell’antisemitismo sono in crescita e questo avviene molto palesemente. Ma, come combatterlo? Che cosa ci manca, forse non se ne parla abbastanza? Forse la conoscenza della Shoah e delle terribili sofferenze del popolo ebraico non sono abbastanza chiari?

Recentemente ho trovato una pagina di un importante quotidiano finlandese che avevo conservato da 10 anni, in cui si racconta di due avvenimenti che sanno di mostruoso. Il primo episodio racconta come la popolazione di una cittadina polacca decise un giorno di uccidere tutti gli ebrei del paese. Il secondo caso racconta di un battaglione di “soldati” inabili per la guerra vera e propria (“Battaglione 101”) che Hitler formò da 500 uomini comuni della città di Amburgo. Questo battaglione fu inviato in una cittadina in Polonia dove aveva il compito di portare uno per volta gli ebrei in un bosco e lì spararli a vista. Appena arrivati uccidono così per 17 ore di fila. Come può un cristiano, padre di famiglia, una persona per bene, all’improvviso diventare un carnefice?

Nel libro “Il sentiero dei giusti” (Edizione San Paolo 2000) di Mosè Chajjim Luzzatto, nel capitolo che tratta la vigilanza, dice: “Fine della vigilanza, poi è ciò che si chiama “timore del peccato”, che sta tra i più alti livelli della scala della perfezione. Grazie ad esso l’uomo teme Dio e si dà pena affinché nessuna traccia di peccato gli impedisca di accedere a quella perfezione alla quale deve sforzarsi di tendere”(pag. 57). Il cristianesimo ha quasi dimenticato che anche se Gesù ci salva, noi dobbiamo continuare a vigilare e combattere contro la seduzione, immoralità e peccato. Non è più di moda di parlare di peccato, ma la trasgressione alla parola di Dio è una cosa molto grave e non cesserà mai di esserlo. Dice Luzzatto: “In conclusione, per l’uomo che intenda tenere gli occhi aperti non vi sarà seduzione che possa indurlo a trascurare la vigilanza sulle proprie azioni e un attento esame dei propri comportamenti. Tutte queste riflessioni certamente procureranno a chi vi si dedicherà – se è persona accorta – le virtù della vigilanza” (pag. 65).

Meno male che molti hanno avuto anche queste virtù. Hanna Krall (una sopravvissuta dal ghetto di Varsavia) tra i molti libri da lei scritti, racconta anche della gente nascosta negli armadi. Molti polacchi nascondevano dei bambini ebrei nelle loro case anche per lungo tempo, appunto negli armadi. Molti hanno rischiato la loro vita per salvare, se possibile, qualcuno del popolo ebraico. Questi “giusti” il popolo ebraico e la nazione di Israele hanno in grande considerazione. In un attimo la vita potrebbe portare chiunque di noi ad una scelta drammatica, diventare un “carnefice” oppure un giusto.

Ti scongiuro, davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, per la sua apparizione e il suo regno: predica la parola, insisti in ogni occasione favorevole e sfavorevole, convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza. Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole. Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, svolgi il compito di evangelista, adempi fedelmente il tuo servizio” (2Ti 4:1-5).

 

tratto dal Periodico dell’Associazione “Progetto HaEven” - Aprile – Maggio 2012 

 

Ultimo aggiornamento (Sabato 21 Aprile 2012 09:31)

 
Eventi

 

RITORNO A GERUSALEMME

 

Si è svolto a Tivoli Terme dal 13 al 17 marzo, il convegno Back to Jerusalem ( ritorno a Gerusalemme) promosso da Ton Hess del ministerio All Nations Convocation.

Il pastore Italiano Rino de Felice della chiesa di Salerno è stato l’organizzatore e la guida dei tre giorni di convegno.

Si è trattato di un miracolo rovesciato. Nella sala erano presenti meno di cento persone, qualche appassionato di Israele, ma soprattutto erano assenti i credenti evangelici di Roma e i loro pastori.

Si sa, Roma è la capitale e guarda con sufficienza ai tanti eventi:sono gli altri che hanno bisogno di Roma, i romani non hanno bisogno degli altri.

Ma il Signore ha fatto il miracolo a modo suo perché uomini di Dio sono venuti dall’altro capo della terra, dall’emisfero australe e da Gerusalemme.

Il fratello Tom Hess era accompagnato da un folto numero di credenti dalla vera città eterna, Gerusalemme, a portare il Suo messaggio di tutte le Nazioni che negli ultimi tempi andranno sul monte degli Ulivi a dare il benvenuto al grande Re Yeshua.

Dall’Argentina, il pastore Norberto Carlini ha portato l’esperienza dell’unità che porta risveglio; si tratta di un grande predicatore che insieme ad altri servitori ha rivoluzionato la Nazione Argentina con la predicazione del Vangelo e tra di noi ha predicato sull’importanza dell’unità del Corpo come porta del Risveglio e soprattutto come fondamento per la rivelazione dei misteri del Regno che sta per venire.

Il pastor Carlini era accompagnato dal Pastore Montenegro, responsabile dell’unione di 150 chiese evangeliche a Madrid. Ha parlato di come il Signore ha unito i suoi servi in Spagna e di come questi hanno chiesto perdono dei misfatti compiuti contro Israele. Dunque ha testimoniato di come anche in Europa sia possibile un risveglio e un’unità della chiesa. Se il Re è uno, i suoi servi non possono agire se non in unità.

Ma il messaggio più travolgente è stato quello dell’apostolo Renè Terranova, di Manaus-Brasile.

La sola presenza di una dozzina di pastori, che hanno poi proseguito il viaggio in Israele, ha testimoniato del grande impegno di questo movimento in Brasile.

Il pastore Terranova ha parlato con potenza di questo fenomeno che conta più di 5 milioni di credenti e migliaia di pastori che hanno cambiato la faccia della nazione: ora le autorità politiche del Brasile tengono in seria considerazione il parere dei responsabili Cristiani.

Ma più di tutto ha parlato di come il ministerio della sua chiesa è legato alla terra e al popolo d’Israele e di come la benedizione della chiesa Brasiliana sia collegata al visitare la terra Promessa.

Tutti i messaggi convergevano sul tema dell’unità, del bisogno di ravvedimento e pacificazione delle chiese evangeliche. L’orgoglio dei gentili ha portato contrasti e divisione oltre che indifferenza, quando non ostilità verso Israele.

Il tema portante della conferenza è stato la necessità per i credenti inGesù di visitare e abitare la città di Dio. Perché? Perché sara in Israele e per Israele che si manifesterà la salvezza finale

e la glorificazione del Dio d’Israele.

Viviamo in un tempo in cui il mondo è messo alla prova. Grandi rivolgimenti sociali, ecologici, morali stanno avvenendo e sembra che il male possa prendere il sopravvento.Particolarmente il male e l’odio si scatena contro il Popolo Eletto.

Abbiamo compiuto un atto profetico con i fratelli messianici presenti. Ci siamo recati a Villa Adriana, residenza dell’imperatore Adriano, uno dei più grandi antichi siti archeologici.

Adriano fu l’imperatore che dichiarò guerra contro il falso messia Bar Kokba nel 135 e, dopo la distruzione finale di Masada, cambiò il nome della terra d’Israele in quello di Siria Palestina, e il santo nome di Gerusalemme in aelia capitolina. Altresì vietò la circoncisione e cacciò tutti gli ebrei dalla loro terra uccidendone più di 600 mila.

Abbiamo pregato sulle rovine della sua casa perché nei luoghi celesti sia spezzato e interdetto il decreto di Adriano e il nome di Gerusalemme e Israele sia confermato per sempre.

In questo tempo il Signore della gloria sta preparando la Sua manifestazione e redenzione finale

con una salvezza e una santificazione straordinaria che sarà rivolta proprio verso Israele e la Santa città. E' con queste parole e questi annunci che auguriamo a tutti buona pessach di resurrezione. Shalom!

Ultimo aggiornamento (Lunedì 09 Aprile 2012 16:58)

 

templates joomla gratis by templatejoomlas.com